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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8369/2024 del 27/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione basata su nullità del giudizio di appello per omessa notifica dell'avviso di comparizione al difensore di fiducia (avv. Giorgio Terranova) nominato nel primo grado e designato come difensore di fiducia in udienza; si deduce che la mancata citazione ha impedito la partecipazione del difensore di fiducia al giudizio di appello, determinando la nullità insanabile della vocatio in ius e degli atti successivi, non sanata dalla nomina di difensore d'ufficio o dalla partecipazione di altro difensore reperibile in udienza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il motivo: ha rilevato l'omessa notificazione dell'avviso di dibattimento al difensore di fiducia (avv. Terranova), ha ritenuto applicabile la nullità di ordine generale prevista dall'art.178 c.p.p. e la conseguente nullità degli atti successivi ai sensi dell'art.185 c.p.p., e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, disponendo la trasmissione degli atti alla Corte di Appello di Trieste per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art.178, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    La mancata notificazione dell'avviso di dibattimento al difensore di fiducia configura una nullità di ordine generale; la Corte la dichiara insanabile quando impedisce l'assistenza tecnico-difensiva del difensore scelto.

  • art.179, comma 1 cod. proc. pen.

    Tutela del diritto alla difesa tecnica: la mancanza del difensore di fiducia non viene sanata dalla nomina d'ufficio qualora l'assistenza tecnica sia obbligatoria e sia stato leso il diritto dell'imputato ad avere il difensore di sua scelta.

  • art.601, comma 5 cod. proc. pen.

    Riferimento procedurale relativo alle formalità di notifica/citazione in appello; la violazione di dette prescrizioni può generare nullità della vocatio in ius.

  • art.97, commi 3 e 4 cod. proc. pen.

    Norme sul diritto di scegliere il difensore e sui limiti della sostituzione d'ufficio; richiamate dalla difesa per sostenere l'insanabilità della violazione.

  • art.185 cod. proc. pen.

    Stabilisce la nullità degli atti consecutivi a un atto nullo; la Corte ha applicato tale norma per dichiarare la nullità degli atti successivi all'omessa notificazione.

  • art.23 D.L. 149/2020

    Richiamato solo per indicare che il processo d'appello si è svolto con il rito cartolare introdotto da quella disposizione; ciò non esclude l'obbligo di avvisare il difensore.

Massime di principio

  • L'omessa notificazione dell'avviso di dibattimento al difensore di fiducia costituisce generalmente nullità di ordine generale e può comportare l'annullamento degli atti successivi anche se nominato difensore d'ufficio in sostituzione.
  • La sostituzione con difensore d'ufficio o la presenza di altro difensore in udienza non sempre sanano la violazione: quando è leso il diritto dell'imputato ad essere assistito dal difensore di sua fiducia, la nullità è insanabile.
  • La regola vale anche per i giudizi svolti con rito cartolare: l'adozione del rito scritto non esime dall'obbligo di corretta notificazione del decreto di citazione ai difensori di fiducia.
  • Conseguenza automatica della nullità è la declaratoria di inefficacia degli atti consequenziali ai sensi dell'art.185 c.p.p. e la trasmissione degli atti per un nuovo giudizio.
  • In situazioni analoghe è fondamentale verificare e conservare la prova della nomina del difensore di fiducia e della corretta notifica; se la notifica manca, occorre eccepirla tempestivamente per ottenere l'annullamento.
  • Se si rappresenta una parte difesa, valutare immediatamente l'opportunità di chiedere nullità/annullamento e la rimessione degli atti al giudice competente; l'insussistenza di una valida notificazione è un vizio processuale rilevante e spesso decisivo.

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