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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 754/2022 del 12/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che aveva rigettato la loro istanza di restituzione in termine per proporre opposizione al decreto penale di condanna n. 55/2021 (reato indicato dagli artt. 110 e 337 c.p.). Hanno dedotto in cassazione che non avevano effettiva e completa conoscenza della lingua italiana, sicché non avrebbero compreso la natura del provvedimento né i termini per proporre opposizione; hanno inoltre richiamato difficoltà di spostamento dovute all'emergenza sanitaria e il fatto che il difensore d'ufficio, presso il cui domicilio era stata notificata la pronuncia ex art. 161 c.p.p., non li avrebbe avvisati, con la conseguenza che l'opposizione è stata depositata appena cinque giorni dopo il decorso del termine non appena è stato possibile nominare un difensore di fiducia.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che le notifiche del decreto penale fossero regolari (conoscenza diretta degli imputati il 2/3/2021 e ricezione da parte del difensore tramite PEC il 5/2/2021) e che le risultanze processuali (informativa di reato e annotazione di p.g.) attestassero la conoscenza e la comprensione della lingua italiana da parte dei ricorrenti. Le difficoltà di spostamento legate alla pandemia non sono state ritenute idonee a giustificare la restituzione in termine. Per questi motivi i ricorsi sono stati respinti e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato come riferimento nella imputazione sostanziale contenuta nel decreto penale di condanna (concorso di persone nel reato); non è oggetto di specifica interpretazione normativa da parte della sentenza, che si limita a considerarlo come riferimento del capo di accusa.

  • art. 337 cod. pen.

    Richiamato come altro riferimento del reato contestato nel decreto penale di condanna; la decisione non entra nel merito della qualificazione del fatto, ma ne rileva l'esistenza come oggetto del decreto impugnato.

  • art. 161 cod. proc. pen.

    La notifica effettuata presso il domicilio del difensore d'ufficio ai sensi di questa norma è stata ritenuta valida/efficace; la Corte ha ritenuto irrilevante l'asserita mancata comunicazione da parte del difensore agli imputati, in presenza della documentazione che prova la conoscenza del provvedimento.

Massime di principio

  • La notifica personale agli imputati e la ricezione del provvedimento da parte del difensore tramite PEC costituiscono prove forti della conoscenza dell'atto e possono legittimare il rigetto della richiesta di restituzione in termine.
  • L'asserita scarsa conoscenza della lingua italiana va provata con elementi concreti e specifici; la presenza di risultanze ufficiali (informative di reato, annotazioni di p.g.) che attestino la capacità di comprendere la lingua può escludere la fondatezza dell'eccezione.
  • Le difficoltà di spostamento riconducibili all'emergenza sanitaria non sono automaticamente idonee a giustificare la tardività di impugnazioni: occorre dimostrare che tali difficoltà abbiano effettivamente impedito l'adempimento agli obblighi processuali.
  • Se la notifica è avvenuta presso il domicilio del difensore d'ufficio, la mancata comunicazione successiva da parte di quest'ultimo deve essere provata con elementi concreti per essere rilevante ai fini della restituzione in termine.
  • Per massimizzare le chance di ottenere la restituzione in termine è utile: documentare con date e mezzi la mancata conoscenza (es. assenza di PEC, mancanza di consegna personale), produrre prove mediche o peritali sulla effettiva difficoltà linguistica, dimostrare l'impossibilità materiale oggettiva a spostarsi e agire tempestivamente non appena venuta a conoscenza del provvedimento (evidenziare la tempestiva nomina di difensore di fiducia).
  • Le decisioni di merito sulla restituzione in termini valutano la complessiva prova della conoscenza dell'atto e delle concrete ragioni dell'inerzia; i semplici sospetti o dichiarazioni generiche difficilmente sono sufficienti.

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