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Sentenza

Sentenza del 20/01/2020 n. 517 - Comm. Trib. Prov. Catania

IMU (ex ICI) - Edificabilità terreni - Adozione Piano regolatore - Sufficienza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La giurisprudenza ha ritenuto che l'adozione del Piano regolatore comunale da parte dell'ente territoriale è sufficiente, ai fini dell'accertamento dell'edificabilità e della determinazione della base imponibile fondata sul valore venale, per qualificare il terreno come edificabile. La mancata approvazione regionale del piano e l'assenza di strumenti attuativi non incidono sulla qualificazione urbanistica rilevante per l'IMU/ICI.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava la qualificazione del proprio terreno come edificabile ai fini dell'applicazione dell'IMU/ICI e la conseguente determinazione della base imponibile sul valore venale; sosteneva che la mancata approvazione regionale del Piano regolatore e l'assenza di strumenti attuativi escludessero l'efficacia della qualificazione urbanistica attribuita dall'ente locale.

Norme richiamate

  • art. 2 D.LGS n. 504/1992

    L'art. 2 disciplina i criteri per la determinazione della base imponibile (tra cui il valore venale) e viene interpretato in combinato disposto con la normativa urbanistica nel senso che la qualificazione urbanistica attribuita dal Piano regolatore comunale, una volta adottato, è idonea a definire la natura edificabile del terreno ai fini fiscali.

Massime di principio

  • La qualificazione urbanistica risultante dall'adozione del Piano regolatore comunale ha valore probatorio sufficiente per considerare un terreno edificabile ai fini IMU/ICI, anche in assenza della successiva approvazione regionale.
  • La mancata adozione degli strumenti attuativi (es. varianti, piani particolareggiati) non impedisce che la destinazione attribuita dal Piano regolatore influenzi la determinazione della base imponibile fondata sul valore venale.
  • Per impugnare con successo la qualificazione, il contribuente deve dimostrare che la classificazione operata dal Comune è manifestamente errata o non corrispondente alla concreta situazione urbanistica (es. vincoli sopravvenuti, divieti assoluti di edificazione), non limitandosi a rilevare l'assenza di approvazione regionale o di strumenti attuativi.
  • Nelle controversie IMU relative a terreni, l'amministrazione comunale può fare affidamento sulla propria efficace adozione del piano regolatore; il giudice valuta la rilevanza urbanistica in base agli atti ufficiali comunali adottati.
  • Rimane comunque possibile verificare fattispecie specifiche (vincoli paesaggistici, espropri, servitù, ecc.) che possano incidere sulla effettiva edificabilità e quindi sulla qualificazione fiscale del terreno.

Testo integrale

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