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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 00342/2026 del 07/01/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso principale di Bianchi Moto Arezzo s.r.l. impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Perugia che aveva confermato la condanna della venditrice al risarcimento del danno in favore dell'acquirente-consumatore (Scapicchi) e aveva respinto le domande di manleva avanzate dalla venditrice verso il produttore e i fornitori (Ducati, DID, Ognibene). Bianchi lamentava in particolare: (i) errata interpretazione e mancata applicazione dell'art.131 del Codice del Consumo (diritto di regresso del venditore verso il produttore) come chiarito da Cass. n.8164/2021; (ii) difetto di motivazione nel ritenere non utilizzabile nei confronti dei terzi l'esito dell'accertamento tecnico preventivo (ATP) svolto dall'acquirente ante causam, e quindi carenza di prova sulla riconducibilità della rottura della catena a un difetto di costruzione attribuibile ai fornitori/ produttore. Ducati ha proposto ricorso incidentale condizionato per affermare il proprio diritto di manleva verso DID e/o Ognibene.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il primo motivo di ricorso di Bianchi (ossia non ha ritenuto fondata l'ulteriore censura sulla diversa interpretazione dell'art.131), ma ha accolto il secondo motivo relativo all'utilizzabilità dell'accertamento tecnico preventivo: ha affermato che la relazione di ATP, una volta rituale¬mente acquisita al giudizio di cognizione, entra nel materiale probatorio e può essere valutata anche nei confronti delle parti che non vi abbiano partecipato, purché vengano rispettati i diritti di contraddittorio in sede di cognizione (con possibilità per i terzi di chiedere CTU o di contestarne i contenuti). Per tale motivo la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'Appello di Perugia, in diversa composizione, perché riesamini la controversia alla luce dei principi esposti, compresa la valutazione delle domande di regresso e delle spese. Il ricorso incidentale condizionato di Ducati è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse in sede di legittimità.

Norme richiamate

  • art.131, decreto legislativo 6 settembre 2005, n.206 (Codice del Consumo)

    Il diritto di regresso del venditore finale verso il produttore non è subordinato all'avvenuto adempimento da parte del venditore nei confronti del consumatore; il riferimento all'"esecuzione della prestazione" nel comma 2 individua solo il dies a quo del termine per esercitare il regresso.

  • art.130-132, decreto legislativo 6 settembre 2005, n.206 (Codice del Consumo)

    Richiamati come disciplina della responsabilità del venditore verso il consumatore per prodotti non conformi e del connesso diritto di regresso lungo la catena produttiva/distributiva.

  • art.360, comma 1, n.3 c.p.c.

    Norma invocata per dedurre violazione di legge e vizio di motivazione come motivo di cassazione (violazione e falsa applicazione di norme).

  • art.696 e ss. c.p.c. (accertamento tecnico preventivo)

    Richiamati in relazione alla disciplina e alle modalità dell'accertamento tecnico preventivo; la Corte ha chiarito che l'esito dell'ATP, una volta rituale¬mente acquisito nel giudizio di cognizione, costituisce elemento di prova utilizzabile nei confronti di tutte le parti.

  • Cass. n.8164/2021

    Precedente di legittimità che aveva già chiarito l'ambito di operatività dell'art.131 CdC e confermato che l'azione di regresso del produttore rientra nell'art.131; la Corte di merito non ha rimesso in discussione tale interpretazione nel modo invocato dal ricorrente.

  • Giurisprudenza rilevante (Cass. n.18567/2018, n.8459/2020, n.25162/2020, n.8496/2023, ecc.)

    La Corte ha richiamato precedenti che affermano la possibilità di valorizzare la relazione di ATP, una volta acquisita al giudizio di cognizione, come prova atipica apprezzabile anche contro parti non partecipanti all'ATP, purché garantito il contraddittorio e la possibilità di contestazione e di ulteriori accertamenti tecnici nel giudizio.

Massime di principio

  • La relazione di accertamento tecnico preventivo, se rituale¬mente acquisita nel giudizio di cognizione, entra nel materiale probatorio e può essere valutata anche nei confronti delle parti che non hanno partecipato all'ATP; tali parti hanno comunque gli strumenti (CTU, memorie, eccezioni) per contestarne l'attendibilità.
  • Il diritto di regresso del venditore verso il produttore (art.131 CdC) non è subordinato all'effettivo adempimento del venditore nei confronti del consumatore: il riferimento all'"esecuzione della prestazione" serve a definire il termine di decadenza/prescrizione per esercitare il regresso.
  • Il giudicato relativo all'accertamento di responsabilità (identificazione del vizio costruttivo e della sua responsabilità) vincola le parti coinvolte nel giudizio, e tale accertamento ha rilievo anche nelle domande di regresso tra venditore, produttore e fornitori.
  • In sede di cassazione è inammissibile il ricorso incidentale condizionato che censuri questioni di merito non decise dalla sentenza impugnata: manca la soccombenza necessaria a fondare l'interesse all'impugnazione.
  • La valutazione critica delle prove è di competenza del giudice di merito; la Corte di legittimità può censurare soltanto la violazione di principi di diritto o il difetto di motivazione, non il libero apprezzamento delle risultanze tecniche debitamente motivate.

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