Cassazione Civile, Sentenza n. 00330/2026 del 07/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
S.INOX SPA ha importato tubi in acciaio inossidabile dichiarati di origine indiana (v.d. 7304 41 00 90). A seguito di indagine OLAF l'Agenzia ha ritenuto che i semilavorati fossero di origine cinese e che la fornitura indiana (Maxim) avesse effettuato solo lavorazioni minori in India su mother tubes classificati alla sottovoce 7304 49, applicando dazio antidumping e irrogando sanzioni ex art. 303, comma 3, lett. e) TULD. La controversia verteva sulla qualificazione dellavorazione effettuata in India e sulla corretta applicazione della regola di origine dell'allegato 22-01 del regolamento delegato: in particolare se la trasformazione a freddo dei semilavorati 7304 49 in prodotti classificabili 7304 41 possa conferire origine indiana e quale fosse l'onere della prova, nonché il valore probatorio dei report OLAF.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i motivi primo e quinto (il quinto riqualificato come error in iudicando) ritenendoli fondati alla luce della sentenza della Corte di Giustizia C-210/22 Stappert. La Suprema Corte ha stabilito che la CGT II Liguria ha errato nel ritenere necessario il cambio della voce principale (prime quattro cifre) per riconoscere l'origine e nell'aver posto indebitamente sull'importatore l'onere probatorio. La Cassazione ha quindi cassato la sentenza impugnata e disposto rinvio per nuovo esame, con precisazioni: il giudice di rinvio deve applicare pedissequamente l'interpretazione CJEU secondo cui il passaggio di sottovoce da 7304 49 a 7304 41 conseguente a una lavorazione sostanziale anche a freddo può conferire origine, valutare le prove tecniche fornite dalla contribuente e non fondarsi esclusivamente su report OLAF generici, e riequilibrare l'onere della prova; tutte le altre questioni sono assorbite. Quanto alle sanzioni e agli oneri di prova, la questione dovrà essere riesaminata dal giudice di merito.
Norme richiamate
art. 303, comma 3, lett. e)
Norma richiamata per l'irrogazione delle sanzioni amministrative; la Corte ha disposto che l'applicazione delle sanzioni debba essere riesaminata alla luce della corretta qualificazione dell'origine e dell'onere della prova.
Regolamento (UE) n. 952/2013 (Codice Doganale dell'Unione - CDU)
art. 60; art. 119, comma 3
Art. 60 CDU definisce l'origine non preferenziale basata sull'ultima lavorazione sostanziale; la sentenza applica tale principio nel senso che una trasformazione sostanziale anche a freddo può attribuire origine. L'art. 119, comma 3 è stato considerato nel quadro ma non ritenuto idoneo a giustificare l'esclusione automatica della regola di cui all'allegato 22-01.
Regolamento delegato (UE) n. 2015/2446 e Allegato 22-01
reg. (UE) 2015/2446, Allegato 22-01 (come modificato da reg. delegato 2018/1063)
La regola d'origine ivi prevista era stata interpretata restrittivamente; la Corte di giustizia nella causa C-210/22 ha qualificato come invalida la parte della regola che escludeva che il passaggio di sottovoce 7304 49 -> 7304 41 per tubi ridotti a freddo conferisse origine.
Regolamento (UE) n. 2018/330
reg. (UE) n. 2018/330 (misura antidumping richiamata)
Riferimento alla misura antidumping applicata ai prodotti di origine cinese; la rilevanza della misura dipende dalla corretta determinazione dell'origine doganale.
Giurisprudenza Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Causa C-210/22 Stappert Deutschland GmbH, sentenza 21/09/2023; causa C-86/24 CS STEEL, sentenza 02/10/2025
Stappert: il cambio di sottovoce da 7304 49 a 7304 41 derivante da una trasformazione effettiva e sostanziale, anche se realizzata a freddo, può conferire l'origine; la regola che esclude tale ipotesi è invalida. CS STEEL: ha ulteriormente chiarito limiti e distinzioni per altre sottovoci, confermando la necessità di valutazione tecnica caso per caso.
Regolamento OLAF n. 1073/1999
Le relazioni OLAF sono elementi di prova ammissibili, ma la giurisprudenza CJEU e della Cassazione rileva che esse non possono, se generiche, costituire l'unica base probatoria per disconoscere l'origine; le autorità devono integrare con ulteriori elementi probatori.
Massime di principio
- Il cambiamento di sottovoce (ad es. da 7304 49 a 7304 41) può essere idoneo, se supportato da una trasformazione effettiva e sostanziale, a conferire l'origine nel paese in cui tale trasformazione è avvenuta, anche in assenza di cambio della voce principale.
- Le lavorazioni effettuate a freddo possono, se irreversibili e tecnicamente rilevanti, costituire una lavorazione sostanziale ai sensi dell'art. 60 CDU e quindi attribuire l'origine.
- L'onere della prova non può essere imposto in modo rigido sull'importatore con la sola esigenza di dimostrare un cambio di voce principale; le autorità doganali devono dimostrare l'assenza di una trasformazione sostanziale o integrare i report OLAF con elementi probatori concreti.
- I report OLAF hanno valore probatorio ma non sono decisivi se contengono solo descrizioni generiche; in tali casi l'amministrazione è tenuta a raccogliere prove supplementari tecniche e documentali.
- Le interpretazioni della Corte di Giustizia dell'Unione hanno efficacia ex tunc: i giudici nazionali devono applicare retroattivamente le corrette interpretazioni dell'Unione anche a rapporti sorti prima della sentenza.
- In situazioni analoghe, in presenza di contestazione di origine e di possibili dazi antidumping, è fondamentale produrre relazioni tecniche precise che descrivano la natura della lavorazione e le caratteristiche del materiale per dimostrare la sussistenza di una trasformazione sostanziale.
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