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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30254/2025 del 04/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte non ha esaminato nel merito i motivi del ricorso, ritenendo che l'impugnazione proposta avverso il rigetto della richiesta di revoca/restituzione in materia di sequestro preventivo non fosse ricorribile per cassazione per saltum. Ha quindi qualificato il ricorso come appello ai sensi degli artt. 322-bis e 568 c.p.p. e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale del riesame di Venezia per il giudizio.

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (terza interessata)

La controversia

Nel procedimento penale pendente a carico di un soggetto diverso, una terza interessata aveva chiesto la restituzione di somme sottoposte a sequestro. Il Tribunale di Rovigo aveva dichiarato inammissibile l'istanza di restituzione. Contro tale ordinanza la terza interessata proponeva ricorso per cassazione articolando quattro censure: 1) violazione di legge ex art. 321 c.p.p. per non avere il Tribunale chiarito a quale tipologia di sequestro preventivo, tra quelle disciplinate dai commi 1 e 2, fosse riferibile la misura; 2) vizio di motivazione per la mancata valutazione della posizione della terza istante; 3) nullità del provvedimento per avere considerato il parere del pubblico ministero reso in epoca antecedente al deposito dell'istanza; 4) violazione di legge in relazione all'art. 321, comma 3-bis, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 321 c.p.p.

    La Corte richiama la disciplina del sequestro preventivo e osserva che la qualificazione del provvedimento impugnato dipende dalla tipologia di cautela reale disposta; il ricorso per saltum è però ritenuto inapplicabile al rigetto della richiesta di revoca o dissequestro.

  • art. 322-bis c.p.p.

    È individuato come unico strumento di controllo esperibile contro il provvedimento che respinge la revoca del sequestro preventivo, mediante appello al tribunale competente.

  • art. 325 c.p.p.

    Il ricorso immediato per cassazione è ammesso solo nei casi previsti dalla norma, e il suo riferimento testuale al solo "decreto" di sequestro induce a escluderne l'operatività contro il rigetto dell'istanza di revoca del sequestro preventivo.

  • art. 568 c.p.p.

    La disposizione generale sulla impugnabilità non consente il ricorso per cassazione contro il provvedimento di rigetto della revoca del sequestro preventivo; in tal caso l'impugnazione va riqualificata come appello.

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

    La Corte richiama il limite di enunciazione sintetica dei motivi del ricorso, ma non decide su di essi nel merito.

Massime di principio

  • Contro il provvedimento che rigetta la richiesta di revoca o di dissequestro di un sequestro preventivo non è ammissibile il ricorso per cassazione per saltum; il mezzo corretto è l'appello cautelare reale ex art. 322-bis c.p.p.
  • Il ricorso immediato per cassazione in materia di sequestro reale ha portata eccezionale e non può essere esteso in via analogica ai provvedimenti diversi dal decreto di sequestro espressamente contemplato dall'art. 325 c.p.p.
  • Quando un'impugnazione sia stata erroneamente proposta con il nome di ricorso per cassazione ma risulti, per legge, riconducibile all'appello, il giudice deve procedere alla riqualificazione dell'atto e disporre la trasmissione degli atti al giudice competente per il riesame.
  • In materia di sequestro preventivo, il controllo sul rigetto della richiesta di revoca o restituzione non passa attraverso il giudizio di legittimità della Cassazione, ma tramite il rimedio devolutivo del riesame/appello cautelare reale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSequestro preventivo
RamiProcesso penaleMisure cautelari

Testo integrale

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