Cassazione Penale, Sentenza n. 11573/2023 del 20/03/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell\'ordinanza del 14/07/2022 del Tribunale di Agrigento che aveva rigettato la richiesta di riesame del decreto del GIP di Sciacca dell\'11/07/2022. Il GIP aveva ritenuto sussistente il fumus del reato ex art. 73, commi 1 e 4, d.P.R. n. 309/1990 (trasporto illecito di 1,208 kg di hashish) e aveva disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca "allargata" o "atipica" (artt. 85-bis d.P.R. 309/1990 e 240-bis c.p.) della somma di euro 41.855,00 rinvenuta nell\'abitazione (cassetto del comodino). Il ricorrente deduceva: (i) errata applicazione dell\'art. 73 e carenza della motivazione circa la pertinenza della somma al reato; (ii) errata applicazione dell\'art. 73 e carenza motivazionale circa il "periculum in mora".
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato e non proponibile nella sede di legittimità. Sul punto della pertinenza ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite (Sez. U., n. 920/2003, Montella) secondo cui, nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca ex artt. 85-bis d.P.R. 309/1990 e 240-bis c.p., non è necessario che la cosa sia pertinente al reato per cui si procede. Quanto al "periculum", la motivazione del provvedimento impugnato, integrata con quella del provvedimento genetico, ha ritenuto sufficientemente dimostrato il rischio che il denaro, una volta restituito, potesse essere reinvestito in attività illecite. La Corte ha escluso che la motivazione fosse meramente apparente, incompleta o irragionevole. Per l\'inammissibilità è stata disposta la condanna alle spese processuali e il pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell\'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 73, d.P.R. n. 309/1990
Norma che incrimina condotte relative a sostanze stupefacenti; nel caso è richiamata per il reato di trasporto illecito di hashish. La Corte non ha invece valutato nel merito la presunta carenza assoluta di applicazione, ritenendo la censura come vizio di motivazione non sindacabile in sede di legittimità.
art. 85-bis, d.P.R. n. 309/1990
Prevede la confisca per sproporzione/atipica nel settore degli stupefacenti. La Corte richiama l\'interpretazione secondo cui, nel quadro della confisca "allargata", non è necessario che il bene sia direttamente pertinente al reato per il quale si procede.
art. 240-bis c.p.
Norma che disciplina la confisca per sproporzione/estesa nel codice penale. Interpretata insieme all\'art. 85-bis DPR 309/1990 come titolo che legittima il sequestro preventivo anche in assenza di pertinenza diretta del bene al reato.
art. 616 c.p.p.
Prevede le conseguenze dell\'inammissibilità del ricorso in Cassazione; la Corte lo applica per imporre il pagamento delle spese e della somma alla Cassa delle Ammende, ritenendo possibile che l\'inammissibilità sia imputabile a colpa del ricorrente.
Massime di principio
- Nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca "allargata" o "per sproporzione" non è necessario provare che il bene sia direttamente pertinente al reato per cui si procede: il giudice può disporre il vincolo sulla base della sproporzione tra redditi leciti e beni posseduti o del rischio che i beni siano frutto o strumento di attività delittuose.
- Le censure sulla motivazione sono difficilmente proponibili in Cassazione quando, come nel caso, il ricorso in realtà prospetta un giudizio di merito; la valutazione sulla completezza e persuasività degli elementi probatori è in gran parte insindacabile in sede di legittimità salvo profili di nullità o violazione di legge chiari.
- Per dimostrare l'assenza del "periculum in mora" la difesa deve fornire elementi concreti che escludano il rischio di reinvestimento o dissipazione dei beni (es. prova dell\'origine lecita delle somme, vincoli già esistenti, garanzie alternative).
- Quando si impugna un sequestro preventivo in questa materia, è strategico concentrare i motivi di ricorso su violazioni di legge e vizi formali o processuali immediatamente sindacabili in Cassazione, piuttosto che su contestazioni valutative dei fatti e delle prove.
- Le decisioni di merito del giudice del riesame e del GIP, se corredate da motivazione non meramente apparente, difficilmente saranno annullate in sede di legittimità; contestazioni efficaci richiedono dimostrare l\'insussistenza dei requisiti minimi di motivazione (assenza totale dell\'esame degli elementi o uso di formule rituali che occultano la mancanza di ragionamento).
- È importante documentare tempestivamente e in modo dettagliato l\'origine lecita di somme ingenti rinvenute: atti bancari, dichiarazioni fiscali, contratti o prove di transazioni possono prevenire o ridurre il rischio di sequestro e confisca.
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