Cassazione Penale, Sentenza n. 20908/2026 del 05/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il soggetto ammesso all'affidamento in prova ai servizi sociali aveva chiesto al magistrato di sorveglianza di modificare alcune prescrizioni dell'esecuzione: in particolare, di adattare l'orario di allontanamento dall'abitazione per esigenze della propria azienda di ristorazione, di essere esentato dallo svolgimento dei lavori di pubblica utilità per asserita invalidità e di ottenere la rideterminazione dell'assegno riparativo in misura inferiore. Il magistrato aveva accolto solo la richiesta relativa agli spostamenti per ragioni di salute della moglie, rigettando il resto. Contro tale provvedimento il difensore aveva proposto reclamo al tribunale di sorveglianza, deducendo: motivazione generica e meramente apparente; omessa statuizione sui singoli punti dell'istanza, rigettati in blocco; violazione dell'art. 47, comma 8, ord. pen., perché le decisioni sui casi concreti relativi all'attuazione del programma socio-riabilitativo sarebbero riservate al magistrato di sorveglianza; erronea valutazione nel merito delle richieste. Il tribunale di sorveglianza ha riqualificato l'impugnazione e l'ha trasmessa per competenza alla Corte di cassazione.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che, contro i provvedimenti del magistrato di sorveglianza che incidono sulla modifica delle modalità esecutive dell'affidamento in prova, sia esperibile il ricorso per cassazione solo per violazione di legge quando le prescrizioni incidano in modo sostanziale sullo status libertatis. Da ciò ha desunto che sono inammissibili le censure che mirano a contestare il merito delle valutazioni del magistrato. Ha inoltre escluso la denunciata apparenza di motivazione, rilevando che il provvedimento, seppure sintetico, era intelligibile e richiamava le valutazioni già compiute nel provvedimento applicativo della misura alternativa. La Corte ha osservato che il rigetto delle ulteriori richieste si fondava sull'esigenza di non alterare l'equilibrio delle prescrizioni fissate per il programma socio-riabilitativo e che la richiesta era stata presentata poco dopo la concessione della misura, senza indicare elementi sopravvenuti. Il ricorso è stato quindi respinto con condanna del ricorrente alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 111, comma 7, Cost.
ricorso per cassazione per violazione di legge
Avverso i provvedimenti del magistrato di sorveglianza che modificano le modalità di esecuzione dell'affidamento in prova è ammesso il ricorso per cassazione solo nei limiti della violazione di legge, quando le prescrizioni incidono sostanzialmente sullo status libertatis.
art. 47, comma 8, ord. pen.
La doglianza difensiva invocava la norma per sostenere che le decisioni sui casi concreti riferiti all'attuazione del programma socio-riabilitativo spettino al magistrato di sorveglianza; la Corte non accoglie la censura, reputando legittimo il richiamo alle valutazioni già espresse nel provvedimento originario.
art. 52 d.lgs. 196/03
Richiamo finale alla disciplina dell'oscuramento dei dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.
Massime di principio
- Contro i provvedimenti del magistrato di sorveglianza relativi alla modifica delle prescrizioni dell'affidamento in prova è proponibile ricorso per cassazione solo per violazione di legge, quando la misura incida in modo sostanziale sullo status libertatis.
- Le censure che mirano a rimettere in discussione la valutazione di merito sulle prescrizioni dell'affidamento in prova sono inammissibili nel giudizio di legittimità.
- Una motivazione sintetica sul diniego di modifica delle prescrizioni non è apparente se è intelligibile e si collega per relationem alle valutazioni già compiute nel provvedimento applicativo della misura.
- Il rigetto di richieste di modifica delle prescrizioni può essere sorretto dall'esigenza di preservare l'equilibrio complessivo del programma socio-riabilitativo, purché non siano allegati concreti elementi sopravvenuti che giustifichino la variazione.
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