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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2271/2023 del 19/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza per vizio di motivazione del decreto di convalida del sequestro probatorio disposto dalla Polizia Giudiziaria, lamentando la violazione degli artt. 125 e 247 c.p.p. per carenza di motivazione circa il nesso tra le cose sequestrate (numerosi esemplari vivi di uccelli e strumenti per la pratica del "sessaggio") e i reati ipotizzati (artt. 544 ter, 471 c.p. e art. 30 legge 157/1992). Sostengono che il provvedimento si limita a un rinvio per relationem alla perquisizione della PG e che solo due volatili erano sottoposti a sessaggio mentre gli altri erano inanellati e non appare la provenienza illecita, sicché il sequestro risulterebbe meramente esplorativo e privo della specifica motivazione richiesta dalla giurisprudenza di legittimità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi ritenendoli infondati. Ha richiamato il principio delle Sezioni Unite (n.36072/2018) che impone motivazione anche per i sequestri probatori e il principio per cui il tribunale del riesame non può integrare motivazioni carenti del provvedimento genetico (Sez. U n.18954/2016). Tuttavia la Corte ha ritenuto legittimo il rinvio per relationem operato dal decreto di convalida al provvedimento di iniziativa della Polizia Giudiziaria, perché erano rispettate le condizioni richieste (riferimento a un atto la cui motivazione è congrua, dimostrazione che il giudice ha preso cognizione e meditato il contenuto, atto noto o comunque accessibile all'interessato). Dalla lettura unitaria dei provvedimenti emergeva la descrizione della fattispecie, la pertinenzialità dei beni e la necessità di approfondimenti investigativi complessi (rinvenimento di strumenti per il sessaggio, uccelli privi di dati identificativi, anelli non corrispondenti all'allevamento di provenienza), giustificando un sequestro esteso non meramente esplorativo. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese.

Norme richiamate

  • art. 544-ter cod. pen.

    Rilevato come una delle fattispecie penalmente contestate (reato verso animali) che ha costituito il fumus commissi delicti alla base del sequestro probatorio

  • art. 471 cod. pen.

    Indicato fra le ipotesi di reato oggetto delle indagini (fatti di falsità) e dunque collegato, secondo l'accusa, agli elementi probatori ricercati

  • art. 30, legge 157/1992

    Norma richiamata quale riferimento legislativo in materia di tutela della fauna e possibili illeciti connessi; contribuisce a delineare la rilevanza penale degli atti contestati

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato dai ricorrenti per lamentare la carenza di motivazione nei provvedimenti ablativi; l'articolo impone adeguata motivazione degli atti decisori

  • art. 247 cod. proc. pen.

    Richiamato quale ulteriore norma procedurale relativa ai provvedimenti cautelari e alla necessità di motivazione degli stessi

  • Sez. U, n. 36072 del 19/04/2018 (Cassazione - Botticelli)

    Principio giurisprudenziale per cui il decreto di sequestro probatorio deve contenere una motivazione, anche concisa, che espliciti le ragioni probatorie del vincolo e il rispetto del principio di proporzionalità

  • Sez. U, n. 18954 del 31/03/2016

    Principio che il Tribunale del Riesame non può integrare motivazioni carenti o mancanti del provvedimento genetico e può annullare il provvedimento se manca autonoma valutazione degli elementi costitutivi

  • Sez.6, n. 34265 del 22/09/2020 (Aleotti)

    Giurisprudenza che ammette il sequestro esteso di un'intera categoria di beni purché non meramente esplorativo e adeguatamente motivato sulle ragioni dell'approccio onnicomprensivo

  • art. 309 c.p.p., comma 9

    Richiamato nel ragionamento sulla compatibilità delle disposizioni relative al potere di annullamento del tribunale in sede di riesame dei sequestri

  • art. 324 c.p.p., comma 7

    Richiamo normativo che consente l'applicazione analogica delle disposizioni sul riesame ai provvedimenti di sequestro purché compatibili

  • Art. 42 Cost. e art. 1 Protocollo addizionale CEDU

    Art. 42 Cost.; Protocollo 1 CEDU art. 1

    Citati in relazione al principio di proporzionalità e alla tutela dei diritti patrimoniali; richiedono che la limitazione della disponibilità dei beni sia adeguatamente motivata e sottoposta a controllo di legalità

Massime di principio

  • Il decreto di sequestro probatorio deve contenere una motivazione specifica, anche se concisa, che espliciti le ragioni probatorie del vincolo e il nesso tra le cose sequestrate e il reato contestato.
  • Il tribunale del riesame non può supplire integrazioni probatorie o motivazionali mancanti nel provvedimento genetico: può annullare il provvedimento se la motivazione manca o non valuta autonomamente gli elementi di fatto e le eccezioni difensive.
  • È legittimo il rinvio per relationem a un atto della polizia giudiziaria quando: la motivazione dell'atto richiamato è congrua; il giudice ha effettivamente preso cognizione del suo contenuto; e l'atto è noto o accessibile all'interessato al momento in cui questi esercita le facoltà di critica.
  • Il sequestro esteso di un'intera categoria di beni è ammesso solo se non assume carattere meramente esplorativo e la misura è ragionevolmente giustificata in rapporto alla natura del reato, alla condotta del titolare e alla difficoltà di individuare a priori gli elementi utili.
  • Il principio di proporzionalità (diritti costituzionali e convenzionali) impone che la compressione della disponibilità dei beni sia adeguatamente motivata nel rapporto tra mezzo impiegato e finalità probatoria.
  • In casi simili occorre documentare concretamente (anche con rilievi tecnici e descrizione degli elementi rinvenuti) perché l'approfondimento investigativo richiede il sequestro, indicando eventuale complessità e durata prevista delle indagini.

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