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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24404/2024 del 20/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato la richiesta di riesame del decreto di sequestro probatorio (13/12/2023) su documentazione acquisita durante perquisizioni nelle abitazioni degli odierni ricorrenti e nella sede della New Ecology s.r.l., contestando che: il sequestro fosse meramente esplorativo e privo del fumus per il reato di turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.); la Win Ecology avesse legittimamente vinto l'appalto e non fosse una mera continuazione della New Ecology (con argomenti relativi all'art. 50 del Testo Unico appalti, diversa dotazione mezzi, passaggio di cantiere e assunzione dipendenti); e che una eventuale fittizia intestazione ad Antonio e Roberta, avvenuta nel 2022, non potesse configurare turbata libertà degli incanti rispetto all'aggiudicazione del 2019, richiedendo perciò che il sequestro fosse revocato.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha confermato che il Tribunale del riesame aveva adeguatamente motivato la pertinenzialità e la proporzionalità del sequestro ai sensi dell'art. 253 c.p.p., individuando elementi che documentavano la continuità aziendale tra New Ecology s.r.l. (riconducibile a Beniamino Sabbatino) e Win Ecology s.r.l. e la funzione probatoria dei documenti sequestrati in tre ambiti specifici: a) il ruolo di Beniamino Sabbatino nella Win Ecology; b) la continuità aziendale tra le due società; c) attività di revisione/correzione di vizi documentali in fase di gara o successivamente. La Corte ha precisato che, ai fini dell'art. 353 c.p., il reato è di pericolo e che i "mezzi fraudolenti" anteriori o posteriori all'aggiudicazione possono essere rilevanti per ricostruire un sistema illecito finalizzato ad alterare la gara. Ha inoltre ricordato che il sindacato del giudice del riesame sul sequestro è limitato alla verifica dell'astratta possibilità di sussumere i fatti nella fattispecie contestata e della relazione di pertinenzialità tra cosa sequestrata e illecito. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e a una somma a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 353 cod. pen. (turbata libertà degli incanti)

    Reato di pericolo: rileva un'azione che incida sul regolare svolgimento della gara (in particolare all'atto dell'aggiudicazione). I mezzi fraudolenti anteriori o successivi all'aggiudicazione possono contribuire alla consumazione del reato se incidono sul corretto andamento della procedura.

  • art. 253 cod. proc. pen. (sequestro probatorio)

    Il decreto di sequestro probatorio deve contenere, anche se in modo conciso, la motivazione specifica sulla finalità probatoria e sul rapporto di pertinenzialità e proporzionalità tra gli oggetti sequestrati e il reato perseguito, per evitare che il sequestro assuma valenza meramente esplorativa.

  • art. 50 D.Lgs. 50/2016 (Testo Unico degli Appalti)

    Richiamato dai ricorrenti come norma che giustifica la coincidenza di parte del personale tra due società appaltatrici; la Corte rileva che la mera invocazione dell'art. 50 non esclude a priori elementi fattuali che possano dimostrare continuità aziendale e pertinenza dei documenti sequestrati.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali e per il versamento di una somma alla Cassa delle ammende per i ricorrenti inammissibili.

  • Giurisprudenza Corte di Cassazione e Corte EDU (richiami: Sez. U n.36072/2018; Corte EDU, Agosi 24/10/1986; altre pronunce di Sez.6)

    La giurisprudenza stabilisce che il sequestro probatorio richiede motivazione sul rapporto di pertinenzialità e proporzionalità e che il sindacato del riesame è limitato all'astratta configurabilità del reato e alla relazione immediata tra cosa e illecito; precedenti specifici sono stati richiamati per delimitare i mezzi probatori e la data rilevante del reato.

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio necessita di motivazione specifica e di un nesso di pertinenzialità e proporzionalità tra gli oggetti acquisiti e l'ipotesi di reato; senza questi elementi il sequestro può essere dichiarato illegittimo.
  • Nel procedimento di riesame il giudice non può sostituirsi al pubblico ministero in una valutazione di merito: il controllo è limitato all'astratta sussumibilità del fatto nella fattispecie e alla verifica della relazione di pertinenzialità ai sensi dell'art. 253 c.p.p.
  • Per il reato di turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.) la data dell'evento-reato è l'aggiudicazione, ma le attività fraudolente anteriori e successive possono costituire "mezzi fraudolenti" rilevanti per provare la manipolazione della gara e giustificare indagini e sequestri mirati.
  • La semplice coincidenza di personale o elementi formali tra imprese non esclude automaticamente l'esistenza di continuità aziendale: occorre una valutazione complessiva degli elementi di fatto (personale, mezzi, tempistica, proprietà) per stabilire la pertinenzialità degli atti.
  • Le contestazioni sulla natura esplorativa del sequestro devono dimostrare l'assenza di un nesso funzionale tra i documenti acquisiti e gli specifici aspetti dell'illecito che si intende accertare; altrimenti il sequestro è legittimo se adeguatamente circoscritto negli obiettivi investigativi.
  • Quando vi sono interdittive antimafia o sospetti di elusione di misure interdittive, l'autorità giudiziaria può legittimamente disporre acquisizioni documentali mirate per ricostruire rapporti societari e operazioni societarie sospette.

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