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Sentenza

Sentenza n. 2516/2026 - Catania, Sezione 3

Giustizia amministrativa202600963

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Patti, Sezione Lavoro, che aveva ordinato l’accredito di 1.500,00 euro sulla Carta del Docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente creditrice)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione di una sentenza del Tribunale di Patti, Sezione Lavoro, divenuta irrevocabile, con la quale il Ministero era stato condannato ad accreditare sulla Carta del Docente la somma di 1.500,00 euro, senza interessi o rivalutazione. La sentenza era stata notificata all’Amministrazione in forma esecutiva. Il Ministero, ritualmente intimato, non si è costituito e non ha dato esecuzione al titolo. Risultava inoltre decorso il termine dilatorio di centoventi giorni previsto per l’avvio di azioni esecutive nei confronti della pubblica amministrazione.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso, verificando l’irrevocabilità del titolo giudiziale, la rituale notificazione in forma esecutiva e il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Patti entro sessanta giorni dalla notificazione della decisione. Per l’eventuale ulteriore inadempimento ha disposto l’intervento sostitutivo, nominando commissario ad acta il Direttore generale della Direzione per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega, affinché provveda entro sessanta giorni dalla richiesta della ricorrente. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in 500,00 euro oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base processuale dell’azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l’esecuzione del giudicato e di disporre, in caso di persistente inerzia, l’intervento sostitutivo mediante commissario ad acta.

  • art. 14 d.l. 669/1996

    Prevede il termine dilatorio di centoventi giorni per la proposizione di azioni esecutive nei confronti delle pubbliche amministrazioni, termine ritenuto decorso nel caso concreto.

  • art. 147, comma 1, lett. a), l. 388/2000

    Richiamato quale disposizione modificativa della disciplina del termine dilatorio per l’esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione.

  • art. 44, comma 3, lett. a), d.l. 269/2003, convertito dalla l. 326/2003

    Richiamato quale ulteriore disposizione modificativa della disciplina del termine dilatorio di centoventi giorni.

Massime di principio

  • Quando un titolo giudiziale divenuto irrevocabile è stato ritualmente notificato in forma esecutiva e l’amministrazione non vi ha dato esecuzione dopo il decorso del termine dilatorio previsto dalla legge, il giudice amministrativo può accogliere l’azione di ottemperanza e ordinare all’amministrazione di adempiere entro un termine assegnato.
  • Nel giudizio di ottemperanza, l’ulteriore inerzia dell’amministrazione dopo il termine assegnato dal giudice può essere fronteggiata mediante la nomina di un commissario ad acta, incaricato di provvedere in via sostitutiva su richiesta della parte interessata.
  • La mancata costituzione dell’amministrazione ritualmente intimata non impedisce l’accertamento dell’inadempimento quando dagli atti risultino l’esistenza, l’irrevocabilità e la notificazione del titolo giudiziale non eseguito.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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