Cassazione Penale, Ordinanza n. 36529/2025 del 10/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorso per cassazione è stato proposto avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino del 16/04/2025. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che l'impugnazione è stata sottoscritta personalmente dall'imputato, il quale era privo di legittimazione a proporla in tale forma. La mera presenza della firma digitale del difensore in calce all'atto non è stata ritenuta sufficiente, perché mancava qualsiasi attribuzione del ricorso al difensore stesso. La questione trattata è dunque esclusivamente processuale e riguarda la validità soggettiva della sottoscrizione e la riferibilità dell'atto di impugnazione al difensore.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che esso era stato proposto personalmente dall'imputato, soggetto non legittimato a presentarlo in quella forma. Ha aggiunto che la sola firma digitale del difensore, apposta in calce senza indicazione che l'atto fosse da lui effettivamente proposto, non sana il difetto di legittimazione. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione deve essere attribuibile in modo inequivoco al difensore quando la legge richiede la sua proposizione tecnica; la mera sottoscrizione materiale o digitale del difensore, se non accompagnata dall'esplicita spendita dell'atto in suo nome, non basta a superare il vizio di legittimazione.
- Se l'impugnazione è proposta personalmente da un imputato privo di legittimazione processuale a farlo in quella forma, il ricorso è inammissibile.
- L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, nei limiti stabiliti dalla decisione.
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