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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12792/2022 del 05/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente, mediante unico motivo, denunciava violazione degli artt. 56 e 624-bis c.p. e vizio di motivazione, sostenendo l'errata qualificazione giuridica del fatto: secondo la difesa il reato avrebbe dovuto essere qualificato come tentativo di furto poiché la polizia giudiziaria aveva costantemente monitorato l'azione furtiva e avrebbe impedito il conseguimento dell'impossessamento autonomo della res.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il furto si è consumato perché l'agente ha acquisito la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della borsetta (l'ha portata con sé sul ciclomotore e si è allontanato attraversando diversi quartieri), sebbene fosse osservato dalla polizia che è intervenuta soltanto dopo il conseguimento del possesso, procedendo all'arresto. La Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata secondo cui la consumazione si realizza anche se il possesso è stato momentaneo e l'intervento è avvenuto dopo l'impossessamento. Ha altresì condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    Disciplina la distinzione tra tentativo e reato consumato: il reato è tentato se l'autore non consegue il compimento per cause indipendenti dalla sua volontà; la Corte applica il principio verificando se sia stato conseguito l'impossessamento autonomo della cosa.

  • art. 624-bis cod. pen.

    Norma che integra la fattispecie di furto con strappo. La Corte interpreta che la consumazione si verifica quando l'autore acquisisce la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della cosa sottratta, anche se per brevissimo tempo.

Massime di principio

  • Il monitoraggio o l'osservazione a distanza da parte delle forze di polizia non determina automaticamente la riconduzione del fatto a tentativo: decisivo è se l'agente abbia o meno acquisito l'autonoma disponibilità della cosa.
  • La consumazione del furto può realizzarsi anche se il possesso della refurtiva è stato di breve durata: l'importante è lo spossessamento del detentore e l'acquisto della signoria sulla cosa da parte dell'agente.
  • Nel furto con sorveglianza interna (es. supermercati) il bene può rimanere nella sfera di controllo del proprietario e quindi il tentativo è più facilmente configurabile; in contesti di libera via pubblica, il rischio di dispersione è maggiore e la consumazione più facilmente sussiste.
  • Per sostenere la configurabilità del tentativo la difesa deve dimostrare che le cautele adottate dal soggetto passivo o l'intervento intervenuto abbiano concretamente escluso il pericolo di definitiva dispersione della cosa sottratta.
  • Elementi fattuali come il trasporto della cosa sottratta, l'allontanamento con mezzo e il successivo rinvenimento sul luogo di partenza rafforzano l'interpretazione di furto consumato.
  • La valutazione è sostanzialmente fattuale: il giudice valuta se, nelle concrete condizioni di tempo e luogo, l'agente abbia potuto esercitare un potere autonomo sulla res prima dell'intervento delle forze dell'ordine.

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