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Ordinanza

Ordinanza n. 638/2026 - Roma, Sezione 1

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, della determina dirigenziale rep. n. QC/-OMISSIS-2025, prot. n. QC/-OMISSIS-/2025 notificata il 28.10.2025, nonché per il risarcimento dei danni derivanti da tale provvedimento.

Giustizia amministrativa202515832

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: determina dirigenziale recante la richiesta di restituzione immediata dell'alloggio utilizzato dalla ricorrente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato la determina dirigenziale, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, nonché il risarcimento dei danni. Ha contestato, in sostanza, la richiesta di restituzione dell'alloggio, sostenendo di detenerlo legittimamente in ragione del proprio ruolo di collaboratrice scolastica e custode dell'istituto comprensivo. Una nota della dirigente scolastica aveva confermato che la ricorrente rivestiva tale ruolo e utilizzava l'alloggio, manifestando perplessità sulla richiesta di restituzione immediata e rappresentando la situazione di fragilità della dipendente. Roma Capitale ha riferito l'assenza di un nulla osta delle strutture capitoline e di un verbale di assegnazione, nonché il mancato pagamento di un canone, ma ha successivamente chiesto all'istituto scolastico chiarimenti documentali sul titolo di detenzione dell'alloggio, sull'attuale stato di servizio della ricorrente, sulle mansioni svolte e sull'eventuale contratto o convenzione.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e sospeso gli effetti della determina impugnata, rinviando la trattazione di merito all'udienza pubblica del 27 maggio 2026. Il Collegio ha ritenuto imprescindibile acquisire il riscontro documentale sullo stato di servizio della ricorrente, rilevante sia per ricostruire il titolo di detenzione dell'alloggio sia per valutare la tesi secondo cui l'occupazione non sarebbe abusiva. La relazione dell'amministrazione non aveva chiarito in modo definitivo tali profili, avendo la stessa Roma Capitale richiesto ulteriori informazioni all'istituto scolastico. Nelle more dell'accertamento istruttorio, il TAR ha ritenuto sussistenti i presupposti per sospendere l'efficacia dell'atto. Le spese sono state compensate. La decisione non definisce il merito né statuisce sulla domanda risarcitoria.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale della domanda cautelare incidentale, accolta dal TAR mediante la sospensione degli effetti dell'atto impugnato.

  • art. 40, comma 1, d.P.R. 445/2000

    le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Nei rapporti con gli organi della pubblica amministrazione e i gestori di pubblici servizi i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47

    Il TAR richiama la norma per evidenziare la necessità di acquisire la documentazione relativa allo stato di servizio secondo le modalità previste nei rapporti con la pubblica amministrazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La norma è richiamata quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della ricorrente mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, quando la legittimità di un provvedimento di rilascio o restituzione di un alloggio dipende dal titolo di detenzione e dallo stato di servizio dell'interessato, il giudice può ritenere necessario acquisire previamente documentazione chiarificatrice sull'assegnazione, sulle mansioni e sull'eventuale rapporto convenzionale.
  • La mancata disponibilità, da parte dell'amministrazione, di un verbale di assegnazione o di un nulla osta non esaurisce l'accertamento sulla legittimità della detenzione dell'immobile quando emergano elementi documentali provenienti dall'istituzione presso cui l'interessato presta servizio e quando la stessa amministrazione avvii ulteriori verifiche sul titolo di occupazione.
  • La pendenza degli accertamenti istruttori sul titolo di detenzione e sulla possibile insussistenza dell'occupazione abusiva può giustificare, nelle more, la sospensione cautelare degli effetti dell'ordine di restituzione dell'alloggio.

Come è indicizzato

MaterieAgibilità e certificazioniTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivoDifetto di istruttoria

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