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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4355/2023 del 01/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che aveva confermato le condanne per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale della società Sfera Abitazioni, di Brazzoni Mario & C. s.n.c. Brazzoni contestava la mancanza di prova circa l'effettiva esistenza e disponibilità dei beni sottratti, denunciando la responsabilità basata su dati contabili ritenuti inattendibili e contestando la valutazione del dolo. Bernat deduceva nullità per violazione dell'art. 420-bis c.p.p. (sostenendo di non aver avuto la materiale conoscenza del procedimento) e la sua estraneità alle condotte, affermando di aver riconsegnato i beni aziendali al momento del suo ritorno in Ungheria; chiedeva inoltre rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto infondati i motivi di Brazzoni: la disponibilità dei beni è provata non solo dai dati contabili (periodo 2008 ritenuto attendibile) ma anche dagli accadimenti istruttori, in particolare l'allontanamento con cinque camion carichi di merce; la censura sul dolo specifico è inammissibile perché la fattispecie contestata richiede solo dolo generico. Quanto a Bernat, il ricorso è in parte manifestamente infondato e in parte inammissibile: la presunta nullità per irreperibilità non ha pregiudicato il diritto di difesa (ha ricevuto l'estratto e ha proposto appello) e ogni vizio eventualmente sanitario è stato sanato con l'impugnazione; le difese sostanziali non si sono confrontate con la motivazione analitica della corte territoriale e la richiesta di rinnovazione probatoria è stata rigettata per irrilevanza. Entrambi i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e ciascuno al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. Di conseguenza restano confermate le condanne di merito.

Norme richiamate

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto applicabile la disciplina previgente alla riforma del 2014 e ha precisato che l'eventuale irregolarità del decreto di irreperibilità è una nullità che può considerarsi sanata se l'imputato ha impugnato la sentenza e ha comunque esercitato le proprie difese in appello

  • art. 216, n. 2, seconda parte, legge fallimentare (R.D. 267/1942)

    La fattispecie contestata è quella di bancarotta patrimoniale 'generica' che richiede dolo generico; quindi contestazioni sul dolo specifico sono estranee alla fattispecie e inammissibili

Massime di principio

  • La nullità derivante da un vizio nella dichiarazione di irreperibilità per le notifiche può essere sanata se l'imputato ha effettivamente esercitato il diritto di difesa impugnando la sentenza: l'impugnazione dimostra la conoscenza e cura della posizione processuale
  • Per la bancarotta patrimoniale la prova può fondarsi su dati contabili ritenuti attendibili in relazione a un periodo significativo, integrata da elementi fattuali successivi (es. trasferimento di merci, allontanamento con mezzi aziendali) che attestino la sottrazione o dispersione patrimoniale
  • La qualificazione della fattispecie (es. bancarotta 'generica' ex art. 216 n.2 l.f.) definisce il parametro soggettivo richiesto: se il reato è assistito da dolo generico, questioni sul dolo specifico sono irrilevanti e possono essere dichiarate inammissibili
  • Le richieste di rinnovazione probatoria devono essere dirette a produrre elementi con effettivo valore probatorio e inferenziale rispetto alla difesa; allegazioni generiche o prove irrilevanti per l'assunto difensivo possono essere rigettate
  • La difesa deve confrontarsi analiticamente con la motivazione della corte di merito: censure generiche che non confutano i passaggi logici e i dati probatori esplicitati nella sentenza risultano inammissibili

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