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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02891/2025 del 23/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Brescia che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale per furto aggravato. Con un unico motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione, contestando la configurabilità della propria responsabilità penale. La Corte di cassazione rileva però che il ricorso mira in realtà a ottenere una rivalutazione del compendio probatorio e una lettura alternativa delle emergenze processuali: la sentenza impugnata aveva infatti ritenuto, con motivazione logica e coerente e in continuità con la decisione di primo grado, che l'intervento dell'agente di polizia municipale avesse sorpreso l'imputato sotto l'auto del Comune intento a maneggiare un attrezzo, con vari strumenti rinvenuti sotto il veicolo, un bullone completamente svitato e un quadro fattuale compatibile con l'intento di asportare parti meccaniche. Le censure sono state giudicate generiche e non specifiche, perché riproduttive di doglianze già esaminate e disattese nei giudizi di merito, senza indicare specifici travisamenti della prova.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le doglianze non incidessero su vizi di legittimità, ma fossero finalizzate a una rivalutazione del merito probatorio, preclusa in sede di legittimità; inoltre, i motivi erano privi di specificità perché non si confrontavano in modo puntuale con la motivazione della sentenza impugnata e riproponevano questioni già decise. Conseguentemente, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    Norma incriminatrice del furto, richiamata quale base della condanna confermata nei giudizi di merito.

  • art. 625 n. 7 c.p.

    Aggravante del furto contestata e ritenuta sussistente nella decisione di merito confermata.

  • art. 591 comma 1, lett. c) c.p.p.

    La mancanza di specificità del motivo di ricorso, anche quando si traduce nella mancata correlazione con la motivazione della sentenza impugnata, determina l'inammissibilità dell'impugnazione.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che, sotto la formale deduzione di violazione di legge o vizio di motivazione, persegua in realtà una rivalutazione del materiale probatorio o una diversa lettura delle fonti di prova.
  • La censura è aspecifica quando non si confronta con le argomentazioni decisive della sentenza impugnata e si limita a riproporre questioni già esaminate e disattese dal giudice di merito.
  • Nel giudizio di legittimità, in presenza di una motivazione coerente e priva di fratture logiche, il controllo della Cassazione non può estendersi al merito della valutazione delle prove, salvo il caso di specifici travisamenti delle emergenze processuali dedotti in modo puntuale.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta, salvo ragioni di esonero, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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