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Ordinanza

Ordinanza n. 3274/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: 1) del provvedimento di diniego prot. n. -OMISSIS-, emesso dall'Ambasciata d'Italia a Yaoundè (Camerun) del 21/10/2025, notificato a mani dell'interessata il 30/10/2025, per le ragioni indicate in narrativa del presente Atto e, per l'effetto, annullare tale provvedimento; 2) di ogni altro atto comunque preordinato e/o connesso e/o conseguenziale; Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da -OMISSIS- il 18\4\2026 : 1) del provvedimento prot. n. -OMISSIS-, emesso dall'Ambasciata d'Italia a Yaoundè il 02/04/2026 e notificato a mani dell'interessata il 07/04/2026, con il quale quella Amministrazione negava il rilascio del visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato in favore della ricorrente, in seguito a riesame della medesima domanda; 2) di ogni altro atto comunque preordinato e/o connesso e/o conseguenziale;

Giustizia amministrativa202515484

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha ritenuto sussistenti i presupposti per applicare l'art. 55, comma 10, c.p.a., senza concedere né negare espressamente la sospensione cautelare. Ha quindi fissato direttamente l'udienza pubblica del 20 ottobre 2026 per la trattazione del merito della causa. Le spese della fase cautelare sono state compensate. Il giudizio cautelare resta pertanto privo di una valutazione esplicita nel testo su fumus boni iuris e periculum in mora.

TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rilascio del visto d'ingresso per motivi di lavoro subordinato, seguito da un nuovo diniego adottato in sede di riesame e impugnato con motivi aggiunti

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il primo provvedimento di diniego del visto d'ingresso per lavoro subordinato emesso dall'Ambasciata d'Italia a Yaoundé il 21 ottobre 2025 e notificato il 30 ottobre 2025, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, nonché degli atti connessi e conseguenti. Con motivi aggiunti ha impugnato il successivo provvedimento del 2 aprile 2026, notificato il 7 aprile 2026, con cui l'Ambasciata ha nuovamente negato il visto dopo il riesame della domanda. Il testo dell'ordinanza non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione è stata applicata per fissare direttamente l'udienza di merito, in luogo della definizione immediata della domanda cautelare.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamata quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo ritiene opportuno definire la controversia cautelare mediante una prossima trattazione del merito, può fissare direttamente l'udienza pubblica ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., senza adottare nel testo dell'ordinanza una specifica pronuncia di sospensione o di rigetto della misura cautelare.
  • La fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a. non equivale, di per sé, all'accoglimento o al rigetto della domanda cautelare, se l'ordinanza non contiene una distinta valutazione su fumus boni iuris e periculum in mora.

Come è indicizzato

MaterieVigilanza bancaria, finanziaria e assicurativaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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