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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2629/2022 del 24/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso impugnava l'ordinanza del Tribunale di Torino sostenendo l'incompetenza territoriale dell'autorità giudiziaria torinese. Si deduceva che la sede operativa dell'associazione fosse riconducibile al territorio calabrese (Reggio Calabria/Alghero/San Luca) e che, in ogni caso, la competenza dovesse essere attribuita a Roma (circondario di Civitavecchia) laddove il reato ritenuto piu' grave fosse il trasporto/detenzione aggravata di 45 kg di cocaina (capo 12) con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa; si sosteneva quindi la vis attractiva del reato di maggiore gravità e la conseguente traslazione della competenza a favore di altro giudice.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il reato piu' grave, ai fini della determinazione della competenza per territorio, fosse l'associazione di cui all'art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (associazione armata) in ragione della maggiore pena detentiva prevista. Poiché l'associazione risultava policentrica e non era possibile individuare una sede univoca di direzione, la Corte ha applicato il criterio suppletivo di cui all'art. 9, comma 1, cod. proc. pen., individuando la competenza nel luogo in cui si sono concretamente verificati gli ultimi fatti costitutivi del programma criminale (distretto di Torino). In ragione di cio', la competenza di Torino era correttamente determinata e, per effetto della regola di attrazione, comprende anche i reati connessi; conseguentemente il ricorso e' stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Regola primaria per l'individuazione della competenza per territorio in relazione al luogo di commissione del reato; nel caso di reati associativi, applicabile per tentare di individuare il luogo di costituzione o la sede della direzione del sodalizio, ma insufficiente se l'associazione e' policentrica.

  • art. 9 cod. proc. pen.

    art. 9, commi 1-3, cod. proc. pen.

    Regole suppletive di competenza territoriale: il comma 1 consente di radicare la competenza nel luogo in cui e' avvenuta una parte dell'azione; i commi successivi disciplinano criteri graduati in mancanza di un luogo certo. La Corte ha ritenuto applicabile il comma 1 (ultimo luogo di estrinsecazione dell'attività associativa) e ha precisato che, se la competenza per il reato piu' grave e' stabilita con riferimento al primo comma, la vis attractiva opera pienamente sulle altre imputazioni.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Regola sulla competenza per connessione: quando reati sono connessi la competenza puo' essere attratta dal reato piu' grave; la Corte ha richiamato il principio secondo cui, se non e' individuabile la sede dell'associazione, si esaminano i reati connessi in ordine di gravita' decrescente.

  • art. 51, comma 3-bis, cod. proc. pen.

    art. 51, comma 3-bis, cod. proc. pen.

    Previsione che include gli specifici reati associativi tra quelli per i quali valgono particolari regole di competenza; la sentenza applica tale disposizione nel tensionamento con le regole di competenza territoriale per reati connessi.

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma che punisce le associazioni finalizzate al traffico di stupefacenti e, nella versione con aggravante dell'associazione armata, fissa una pena minima particolarmente elevata (non inferiore a 24 anni). La Corte ha ritenuto che, ai fini del confronto fra pene, questa previsione rende l'associazione il reato piu' grave.

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma che disciplina i delitti relativi a traffico e detenzione di stupefacenti; pur con aggravazioni (quantitativo, finalita' mafiosa) la pena massima risultava inferiore a quella prevista per l'associazione armata, per cui non prevale nella determinazione della competenza.

  • art. 80, comma 2 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    art. 80, comma 2, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Previsione sulle circostanze aggravanti specifiche per reati di stupefacenti; citata nel ricorso ma ritenuta insufficiente a sopravanzare, sul piano della pena, l'aggravazione prevista dall'art. 74 per l'associazione armata.

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Riferimento normativo alle aggravanti di tipo mafioso; considerato nel confronto delle aggravazioni ma non determinante rispetto alla maggiore pena detentiva stabilita per l'associazione armata di cui all'art.74 d.P.R. 309/1990.

  • art. 94, comma 1-ter cod. proc. pen.

    art. 94, comma 1-ter, cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione; la sentenza dispone l'invio degli atti alla cancelleria per gli adempimenti richiesti.

Massime di principio

  • Per determinare il reato piu' grave tra piu' fatti connessi si confrontano le pene detentive massime previste; in caso di parita' si considera il minimo e, poi, le pene pecuniarie.
  • Nei reati associativi la competenza territoriale va individuata unitariamente con riguardo all'ipotesi piu' grave relativa alla direzione/centrale dell'associazione: non e' possibile frammentare la competenza tra vertici e partecipi.
  • Se l'associazione e' policentrica e non e' possibile individuare un luogo unico di direzione o costituzione, si applicano i criteri suppletivi dell'art. 9 cod. proc. pen.; il primo comma (luogo in cui e' avvenuta parte dell'azione) e' idoneo a radicare la competenza e a determinare l'attrazione dei reati connessi.
  • La regola di attrazione opera pienamente quando la competenza per il reato piu' grave e' stabilita ai sensi dell'art. 9, comma 1; le regole residuali dei commi 2 e 3 sono recessive e si impiegano solo ove non sia possibile applicare i criteri precedenti.
  • Non rileva che alcuni reati mezzo connessi siano stati commessi in luoghi diversi nel passato: per la competenza prevale il luogo dell'ultimo accertato svolgimento di attivita' programmatica riconducibile all'associazione.
  • Quando il ricorso riguarda esclusivamente questioni di competenza territoriale valutare preventivamente quale norma (art. 8, art. 9, art. 16) sia applicabile in base alla strutturazione del sodalizio e alla certezza del luogo di commissione dei reati.

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