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Sentenza

Sentenza n. 827/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'accertamento dell'illegittimità della complessiva condotta tenuta dal Comune di Castrignano del Capo a valle della presentazione della SCIA 30.05.2020 con pratica edilizia n. 134/2020 Prot. n. 7133 presentata dalla sig.ra Alida Anna Accogli; e per la condanna del Comune di Castrignano del Capo a porre in essere tutti gli atti necessari alla rimozione degli effetti della predetta SCIA e alla riduzione in pristino nonché ed ove occorra per l'annullamento di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale anche non noto al ricorrente, ivi compresi il parere istruttorio favorevole in data 14/7/2020.

Giustizia amministrativa202001191

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: complessiva condotta del Comune successiva alla SCIA edilizia del 30 maggio 2020, comprensiva del diniego di autotutela e del parere istruttorio favorevole, nonché la SCIA stessa nella parte contestata

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La società ricorrente chiedeva l'accertamento dell'illegittimità della condotta comunale successiva alla presentazione della SCIA del 30 maggio 2020, con la quale la controinteressata aveva avviato ulteriori lavori su un immobile già in corso di edificazione in forza di un permesso di costruire del 2014. Chiedeva inoltre la condanna del Comune ad adottare gli atti necessari alla rimozione degli effetti della SCIA e alla riduzione in pristino, nonché l'annullamento degli atti connessi, tra cui il parere istruttorio favorevole del 14 luglio 2020. La controversia si inseriva nel precedente contenzioso relativo al permesso di costruire, rispetto al quale il Consiglio di Stato aveva annullato il diniego di autotutela della Provincia, rilevando vizi del titolo edilizio e imponendo la riedizione delle valutazioni amministrative.

La decisione

Nel corso del giudizio, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato n. 171 del 7 gennaio 2021, il Comune ha annullato in autotutela la SCIA contestata con nota dirigenziale del 3 febbraio 2021. Le parti hanno concordato che tale annullamento aveva sostanzialmente soddisfatto la pretesa azionata. Il TAR ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere, senza esaminare nel merito i vizi dedotti, poiché l'interesse alla decisione era venuto meno per effetto dell'annullamento della SCIA. Le spese sono state compensate, considerando che il Comune aveva inizialmente consentito i lavori sulla base della precedente sentenza del TAR, poi parzialmente riformata dal Consiglio di Stato, e si era successivamente attivato per annullare la SCIA.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato quale disposizione relativa alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non attribuisce alla norma uno specifico ruolo nella decisione.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione annulla l'atto contestato e tale sopravvenienza soddisfa sostanzialmente la pretesa azionata, il giudice amministrativo dichiara cessata la materia del contendere senza procedere all'esame dei vizi dedotti.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando la sopravvenuta eliminazione dell'atto deriva da una modifica del quadro giuridico o giurisdizionale intervenuta durante il giudizio e l'amministrazione si è attivata conseguentemente per rimuovere l'atto contestato.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesse

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