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Sentenza

Sentenza n. 1256/2026 - Catanzaro, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento prot. n. -OMISSIS- del 2 febbraio 2022, emesso della Motorizzazione Civile di -OMISSIS- e notificato al Sig. -OMISSIS- in data 24 febbraio 2022, col quale è stata disposta la revisione della patente di guida della categoria B;

Giustizia amministrativa202200354

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento della Motorizzazione Civile che disponeva la revisione della patente di guida di categoria B

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui la Motorizzazione Civile aveva disposto la revisione della sua patente di guida di categoria B. Nel corso dell’udienza del 22 maggio 2026, il difensore ha dichiarato che il ricorrente aveva conseguito nelle more un diverso titolo di guida e ha quindi dichiarato la cessata materia del contendere. Il Collegio ha ritenuto che tale dichiarazione non consentisse di accertare i presupposti necessari per dichiarare la cessazione della materia del contendere, ma evidenziasse comunque il sopravvenuto venir meno dell’interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR non ha esaminato il merito delle censure proposte contro il provvedimento di revisione della patente. Ha ritenuto che, a fronte della dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo non possa decidere la controversia nel merito, procedere d’ufficio o sostituirsi alla valutazione dell’interesse ad agire effettuata dalla parte. In applicazione del principio dispositivo in senso ampio e degli artt. 35, comma 1, lett. c), e 84, comma 4, c.p.a., ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Le spese sono state compensate tra le parti costituite.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità del ricorso

    La dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse impone una pronuncia in rito di improcedibilità del ricorso.

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, resa prima che la causa sia trattenuta in decisione, vincola il giudice a prenderne atto, salvo repliche o diverse richieste della controparte, senza poter procedere all’esame d’ufficio del merito.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

Massime di principio

  • Quando la parte ricorrente dichiara espressamente, prima che la causa sia trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla decisione del ricorso, il giudice amministrativo deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, senza poter decidere d’ufficio il merito della controversia.
  • La dichiarazione di cessata materia del contendere non comporta necessariamente tale declaratoria se gli elementi forniti non consentono di accertare l’effettiva soddisfazione della pretesa; tuttavia, la stessa dichiarazione può essere valutata come manifestazione del sopravvenuto venir meno dell’interesse a ricorrere e condurre all’improcedibilità.
  • Nel processo amministrativo vige un principio dispositivo in senso ampio: fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, il ricorrente dispone dell’azione e può rinunciare, anche mediante dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, alla decisione sul merito.

Come è indicizzato

MateriePatenti e abilitazioni alla guidaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiTrasporti e circolazioneProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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