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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34002/2024 del 06/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente lamentava la violazione dell'art. 546 cod. proc. pen. in quanto il dispositivo pronunciato all'esito dell'udienza dichiarava "non doversi procedere" nei suoi confronti per difetto della condizione di procedibilità, mentre la sentenza depositata risultava difforme e riportava la conferma della condanna di primo grado. Si deduceva pertanto un vizio formale/documentale consistente nella discordanza tra il dispositivo orale pronunciato e quello riportato nel documento di sentenza depositato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, accertando che il dispositivo effettivamente pronunciato all'udienza dichiarava la non procedibilità per difetto della condizione di procedibilità e che tale dispositivo non poteva essere sostituito dal diverso dispositivo erroneamente riportato nella sentenza depositata. Perciò la sentenza-documento della Corte d'appello depositata il 05/02/2024 è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Palermo perché provveda a nuova redazione della sentenza e alla sua sottoscrizione da parte del presidente e dell'estensore.

Norme richiamate

  • art. 546 cod. proc. pen.

    L'art. 546 impone che il contenuto del dispositivo emesso al termine del giudizio corrisponda a quanto pronunciato in udienza; una discordanza formale tra il dispositivo orale e quello riportato nella sentenza depositata integra motivo di annullamento.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato come limite di ammissibilità del ricorso in cassazione (limiti soggettivi/oggettivi e termini), è stato evocato per delimitare i profili di censura di parte ricorrente.

  • Giurisprudenza - Sez. 3, n. 13942 del 03/03/2022 (Omodei, Rv. 283130 - 01)

    Precedente citato in tema di discordanza tra il dispositivo pronunciato in udienza e la sentenza depositata: la Suprema Corte ha già stabilito che in presenza di tale errore la sentenza-documento va annullata e gli atti rimessi alla corte d'appello per la riformulazione e sottoscrizione corretta.

Massime di principio

  • Il dispositivo scritto deve corrispondere al dispositivo pronunciato nella camera di consiglio o in udienza: ogni discordanza formale può determinare l'annullamento della sentenza-documento.
  • Se la discrepanza è di natura meramente formale (errore di trascrizione del dispositivo), la Corte di Cassazione può annullare senza rinvio e disporre la trasmissione per la redazione corretta del documento.
  • In presenza di un dispositivo orale che dichiara la non procedibilità, il documento depositato non può poi riportare una conferma della condanna: la sostituzione del dispositivo è illegittima.
  • Gli avvocati devono verificare immediatamente il testo del dispositivo depositato e, in caso di discordanza con quanto pronunciato, agire tempestivamente (impugnazione o segnalazione) per ottenere la correzione formale.
  • Distinguere sempre tra errore formale/documentale (reparabile con annullamento senza rinvio e redazione correttiva) ed errore sostanziale sul merito: nel secondo caso la pronuncia può richiedere un diverso trattamento giurisdizionale.
  • La giurisprudenza consolidata supporta l'annullamento delle sentenze-documento difformi; l'iter successivo prevede la redazione corretta e la sottoscrizione del dispositivo da parte del presidente e dell'estensore.

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