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Cassazione Civile, Ordinanza n. 31347/2022 del 24/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (società di gestione aerea)

La controversia

La controversia riguarda gli impianti di Aiuto Visivo Luminoso (AVL) degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. La società concessionaria ha chiesto oltre 31 milioni di euro sostenendo di avere sopportato, per manutenerli, un costo non dovuto, mentre gli impianti erano stati poi attribuiti al patrimonio della società di servizi aeroportuali e infine retrocessi al demanio statale. La resistente ha contestato la domanda principale e, in via riconvenzionale, ha chiesto il risarcimento dei danni o un indennizzo per il periodo in cui la concessionaria avrebbe indebitamente mantenuto la disponibilità degli impianti, impedendone l’uso alla controparte. In appello la domanda principale è stata ritenuta ammissibile ma infondata; quella riconvenzionale è stata rigettata per difetto di prova del danno e per difetto del carattere sussidiario dell’azione ex art. 2041 c.c. Il ricorso principale ha dedotto: nullità della sentenza per asserito contrasto tra dispositivo e motivazione; violazione delle norme sul mantenimento degli AVL e sulla perdurante efficacia della convenzione del 1974; omesso esame del giudicato formatosi nel giudizio amministrativo e di altri fatti/documenti; erroneità del rigetto dell’azione di arricchimento senza causa; erronea condanna alle spese. Il ricorso incidentale ha dedotto: illegittimo rigetto della domanda risarcitoria per abuso/indebita detenzione degli impianti, omessa valutazione delle prove richieste, erronea negazione dell’indennizzo ex art. 2041 c.c. per difetto di sussidiarietà, e erronea liquidazione delle spese ex DM 55/2014 e normativa sull’equo compenso.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato sia il ricorso principale sia quello incidentale. Ha ritenuto infondato il primo motivo principale perché la motivazione della sentenza di merito era coerente e non presentava un contrasto irriducibile. Ha dichiarato inammissibili o infondati i motivi sulla perdurante applicazione della convenzione, sul giudicato amministrativo e sull’azione di arricchimento, rilevando anche difetti di specificità e violazioni dell’onere di indicare e trascrivere gli atti rilevanti. Ha altresì ritenuto infondato il motivo sulle spese, reputando legittimo il criterio di prevalente soccombenza. Quanto al ricorso incidentale, ha dichiarato inammissibili le censure sul danno e sulle prove, infondato il motivo sull’art. 2042 c.c. e infondata la doglianza sulle spese, chiarendo l’interpretazione dell’art. 6 DM 55/2014 nel senso che gli incrementi percentuali sono discrezionali e non obbligatori nella misura massima del 30%. Le spese del giudizio di cassazione sono state compensate per reciproca soccombenza ed è stata data atto della sussistenza dei presupposti per il contributo unificato aggiuntivo.

Norme richiamate

  • art. 2041 c.c.

    L’azione di arricchimento richiede l’effettivo depauperamento dell’attore, il correlativo arricchimento del convenuto e la mancanza di giusta causa; inoltre opera solo in via sussidiaria.

  • art. 2042 c.c.

    L’azione di arricchimento non è esperibile quando manchi il carattere di sussidiarietà rispetto ad altri rimedi.

  • art. 2043 c.c.

    La domanda risarcitoria presuppone la prova del danno; non basta allegare in astratto una detenzione abusiva o un danno in re ipsa senza adeguata dimostrazione.

  • art. 1226 c.c.

    La liquidazione equitativa del danno presuppone che il danno sia provato nell’an e che risultino disponibili elementi di fatto utili alla quantificazione, pur in presenza di difficoltà probatorie.

  • art. 2056 c.c.

    Per il risarcimento del danno si applicano i criteri di liquidazione previsti per l’obbligazione risarcitoria, compresa la necessità di prova del danno.

  • art. 2697 c.c.

    L’onere di provare i fatti costitutivi della pretesa risarcitoria o indennitaria grava sulla parte che la propone.

  • art. 2727 c.c.

    Le presunzioni devono poggiare su fatti noti e non possono sostituire la prova del danno in assenza di adeguati elementi indiziari.

  • art. 1366 c.c.

    La ricorrente invocava l’interpretazione secondo buona fede della convenzione, ma la Corte ha ritenuto che le censure mirassero in realtà a una diversa ricostruzione fattuale non consentita in cassazione.

  • art. 91 c.p.c.

    La regolazione delle spese segue il criterio della soccombenza; la soccombenza prevalente può giustificare l’addebito integrale anche in presenza di soccombenza parziale reciproca.

  • art. 132, n. 4, c.p.c.

    La motivazione è sufficiente quando consente di comprendere chiaramente la ragione della decisione, anche se concisa.

  • art. 360 c.p.c.

    Le censure di legittimità devono essere specifiche e non possono risolversi in una rivalutazione del merito o in doglianze generiche su fatti non adeguatamente indicati.

  • art. 366, n. 6, c.p.c.

    Il ricorso deve indicare e trascrivere o almeno riassumere adeguatamente gli atti e documenti su cui si fondano le censure.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    La trattazione è avvenuta in camera di consiglio secondo il rito camerale previsto dalla norma.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    Ricorrono i presupposti per l’ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 6 D.M. n. 55/2014

    Per le cause di valore superiore a euro 520.000 gli incrementi per scaglione sono di regola e possono essere applicati fino al 30%; il giudice può quindi liquidare anche incrementi inferiori al massimo.

  • art. 13-bis L. n. 247/2012

    Richiamato dalla parte a sostegno dell’equo compenso, ma la Corte ha ritenuto legittima la liquidazione effettuata secondo i parametri del DM 55/2014.

  • art. 1 D.M. 14 novembre 2000

    Richiamato nella censura sulla perdurante efficacia della convenzione rispetto agli AVL.

  • art. 691-bis cod. nav.

    Richiamato per sostenere che la gestione e manutenzione degli impianti AVL di proprietà dell’ente siano elemento decisivo per l’attività di assistenza al volo.

Massime di principio

  • In cassazione, le censure che denunciano violazione di legge o vizio motivazionale sono inammissibili se si limitano a prospettare una ricostruzione alternativa dei fatti senza confrontarsi puntualmente con la ratio decidendi della sentenza impugnata.
  • L’azione di arricchimento senza causa è esperibile solo se chi la propone dimostra un effettivo depauperamento, un corrispondente arricchimento altrui e la mancanza di giusta causa, oltre al carattere sussidiario del rimedio.
  • La liquidazione equitativa del danno non può supplire alla totale mancanza di prova del pregiudizio: è necessario che la parte alleghi e dimostri almeno gli elementi di fatto di cui dispone per consentire al giudice una concreta quantificazione.
  • Il danno non può essere affermato in via meramente presuntiva come in re ipsa quando la decisione impugnata richieda invece la prova di elementi concreti del pregiudizio e della sua quantificazione.
  • Ai fini delle spese di lite, la soccombenza prevalente di una parte può legittimare la condanna integrale anche se vi è stata soccombenza reciproca su profili secondari.
  • In tema di parametri forensi, la formula "fino al 30 per cento" indica un limite massimo discrezionale e non un aumento obbligatorio nella misura massima per ogni scaglione di valore.

Come è indicizzato

MaterieTransazioneInadempimentoImpugnazioniSpese di lite
RamiContrattiObbligazioniProcesso civile
IstitutiArricchimento senza causaBuona fede e correttezzaOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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