Sentenza n. 304/2026 - Potenza, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Potenza che aveva riconosciuto al docente a tempo determinato il beneficio della Carta elettronica del docente per cinque anni scolastici
Esito
Favorevole al ricorrente (docente precario)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Potenza n. 866 del 27 novembre 2024. Tale sentenza aveva condannato il Ministero al pagamento di euro 2.500, pari a cinque annualità da euro 500 del beneficio previsto dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015, spettante anche ai docenti a tempo determinato in forza del principio di non discriminazione previsto dalla clausola 4, punto 1, dell’allegato alla direttiva 1999/70/CE. Il ricorrente ha dedotto l’inadempimento dell’amministrazione e ha chiesto la corresponsione delle somme riconosciute dal giudicato. Dopo la notificazione e la proposizione del ricorso, il Ministero ha provveduto integralmente al pagamento. Il ricorrente ha quindi chiesto la condanna dell’amministrazione alle spese del giudizio secondo il criterio della soccombenza virtuale, rilevando che l’adempimento era intervenuto solo dopo la notifica e l’iscrizione a ruolo del ricorso.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., poiché la pretesa sostanziale del ricorrente era stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio. Pur non adottando ulteriori misure di esecuzione, il Collegio ha posto le spese del giudizio a carico del Ministero, valorizzando il fatto che l’amministrazione aveva adempiuto soltanto dopo la notificazione del ricorso e la sua iscrizione a ruolo. Le spese sono state liquidate in euro 800, oltre rimborso forfettario, IVA, CPA e rimborso del contributo unificato, in favore del difensore dichiaratosi antistatario. È stata inoltre ordinata l’esecuzione della sentenza da parte dell’autorità amministrativa.
Norme richiamate
artt. 112-115 c.p.a.
Disciplinano il giudizio di ottemperanza e l’esecuzione delle pronunce giurisdizionali; il ricorso è stato proposto per ottenere l’attuazione del giudicato formatosi sulla sentenza civile di condanna.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa sostanziale del ricorrente sia stata integralmente soddisfatta.
art. 114, comma 2, c.p.a.
È richiamato con riferimento alla certificazione del passaggio in giudicato allegata al titolo esecutivo azionato in ottemperanza.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
Prevede il beneficio annuale di euro 500 destinato all’aggiornamento e alla formazione continua dei docenti mediante la Carta elettronica del docente.
clausola 4, punto 1, dell’allegato alla direttiva 1999/70/CE
È stata posta a fondamento del riconoscimento del beneficio economico anche ai docenti a tempo determinato, in applicazione del principio di non discriminazione rispetto ai docenti a tempo indeterminato.
art. 2, comma 2, D.M. n. 55/2014
Prevede il rimborso forfettario delle spese generali riconosciuto insieme agli onorari liquidati.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando l’amministrazione soddisfa integralmente la pretesa sostanziale del ricorrente nel corso del processo, il giudice deve dichiarare cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
- L’adempimento sopravvenuto dell’amministrazione non esclude necessariamente la condanna alle spese: quando l’adempimento interviene solo dopo la notificazione e la proposizione del ricorso, le spese possono essere poste a carico dell’amministrazione sulla base della soccombenza virtuale.
- Il beneficio annuale previsto dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015 per l’aggiornamento e la formazione dei docenti spetta anche ai docenti a tempo determinato, in applicazione del principio europeo di non discriminazione tra lavoratori a termine e lavoratori a tempo indeterminato.
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