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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28644/2024 del 17/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza per inosservanza e errata applicazione della decisione della Corte di cassazione n. 9350/2020, denunciando la mancanza di acquisizione dell'accertamento tecnico necessario a comprovare la natura della sostanza sequestrata e la quantità del principio attivo. Contestano in particolare che il verbale del narcotest eseguito all'arresto di terzo (Sgattoni) sia contenuto in un fascicolo diverso e quindi inutilizzabile nel loro procedimento, rendendo inesistente la prova che la sostanza fosse effettivamente eroina e mettendo in discussione la fondatezza della condanna e del trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che, nonostante l'impossibilità oggettiva di eseguire la perizia richiesta dalla sentenza di annullamento (reperto non disponibile per contaminazione da amianto), la Corte d'appello di Perugia ha adeguatamente motivato la propria decisione rivedendo il trattamento sanzionatorio e applicando la pena al minimo edittale, così attenuando l'effetto dell'assenza della perizia. Poiché il giudice del rinvio ha adottato il risultato processualmente piu favorevole ai ricorrenti (pena al minimo), i ricorrenti sono privi di interesse alla prosecuzione del gravame; i ricorsi sono dunque dichiarati inammissibili. I ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e ciascuno al versamento di Euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Sentenza Corte di cassazione n. 9350 del 2020

    la Corte di cassazione con sentenza n. 9350 del 2020 annullava la decisione della Corte d'appello di Ancona sulla base dell'assenza di accertamenti tecnici circa il principio attivo della presunta sostanza eroina sequestrata

    La Cassazione aveva disposto la necessità di un accertamento peritale per verificare la natura della sostanza e il quantitativo di principio attivo; tuttavia il giudice del rinvio deve valutare anche le conseguenze sulla determinazione del trattamento sanzionatorio e, se la perizia risulti impossibile, adoperare i criteri più favorevoli nei confronti dell'imputato ove possibile.

Massime di principio

  • Se la sentenza di rinvio dalla Cassazione ordina una perizia, l'accertamento tecnico è in generale necessario soprattutto per chiarire natura e principio attivo della sostanza e per la calibratura della pena; l'assenza della perizia può incidere sul giudizio solo se priva l'imputato di una concreta possibilità di ottenere un esito più favorevole.
  • La mancata disponibilità del reperto (es. per contaminazione o distruzione) può giustificare l'impossibilità di eseguire la perizia; in tale caso il giudice del rinvio deve motivare se e come ha valutato la prova disponibile e adottare il trattamento sanzionatorio più favorevole possibile agli imputati.
  • Documenti o verbali contenuti in fascicoli di procedimenti diversi non sono automaticamente utilizzabili nel proprio processo; la catena di acquisizione e la regolarità formale dell'atto sono rilevanti per la loro utilizzabilità probatoria.
  • L'appello o ricorso può essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse se, in ragione delle decisioni del giudice del rinvio, non esiste più la possibilità di ottenere un miglior risultato sostanziale rispetto a quello già conseguito (es. applicazione del minimo edittale).
  • Per evitare pregiudizi processuali, è importante sin dalle prime fasi garantire la conservazione e la corretta catalogazione dei corpi di reato e richiedere misure cautelari o di custodia a tutela dell'integrità dei reperti per consentire eventuali accertamenti successivi.

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