Cassazione Penale, Sentenza n. 24004/2022 del 22/06/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Tribunale di Padova, con sentenza del 21/01/2021 in funzione di GUP, aveva dichiarato la propria incompetenza per fatti di cessione di stupefacenti e aveva trasmesso gli atti al pubblico ministero presso il Tribunale di Vicenza ex art. 22, comma 3 c.p.p. Con ordinanza del 13/10/2021 il Gip del Tribunale di Vicenza ha sollevato conflitto negativo di competenza ai sensi degli artt. 28 e 30 c.p.p., sostenendo che i reati contestati erano commessi in luoghi ricadenti nei circondari di tribunali diversi e che i titoli di reato erano di pari gravità, per cui la competenza doveva radicarsi, ai sensi dell'ultimo periodo dell'art. 16, comma 1 c.p.p., nel luogo del primo reato in ordine temporale (Ospedaletto Euganeo, circondario di Rovigo). Il Procuratore Generale presso la Corte di cassazione ha invece sostenuto che i reati non erano di pari gravità e che il più grave, in astratto, era la cessione di 5 grammi di cocaina in Ponte di Barbano (circondario di Vicenza), per cui Vicenza sarebbe competente.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il conflitto insussistente. Ha richiamato la giurisprudenza secondo cui il conflitto negativo richiede una situazione di stasi processuale insuperabile senza l'intervento della Corte. Nel caso di specie non sussisteva tale stasi perché il Tribunale di Rovigo, ritenuto dal Gip di Vicenza competente, non era stato ancora chiamato a pronunciarsi. Di conseguenza il conflitto era stato proposto impropriamente; la Corte ha ordinato la restituzione degli atti al Gip del Tribunale di Vicenza.
Norme richiamate
art. 22, comma 3 cod. proc. pen.
Norma richiamata per la trasmissione degli atti dal giudice dichiaratosi incompetente al pubblico ministero del tribunale ritenuto competente; nel caso, il Tribunale di Padova aveva trasmesso gli atti al PM presso il Tribunale di Vicenza.
artt. 28 e 30 cod. proc. pen.
Norme che disciplinano il conflitto di attribuzione e la procedura per la sua soluzione; il Gip di Vicenza aveva invocato tali disposizioni per sollevare conflitto negativo di competenza.
art. 16, comma 1, ultimo periodo cod. proc. pen.
Regola per la determinazione della competenza territoriale quando sono contestati reati commessi in circostanze che ricadono in più circondari: se i delitti sono di pari gravità la competenza si radica nel luogo del primo reato in ordine temporale; il Gip di Vicenza aveva applicato questa disposizione per indicare il Tribunale di Rovigo quale competente.
Massime di principio
- Il conflitto negativo di competenza sussiste solo se c'è una situazione di stasi processuale insuperabile senza l'intervento della Corte di cassazione: se il giudice indicato come competente non è ancora stato chiamato a decidere, il conflitto è improprio.
- Quando più reati sono contestati in circondari diversi, per individuare la competenza territoriale occorre valutare la gravità comparata dei reati in astratto; se esistono reati di pari gravità si applica il criterio del luogo del primo reato in ordine temporale (art.16 c.p.p.).
- Se un primo giudice declina la competenza verso un secondo e quest'ultimo ritiene competente un terzo, il conflitto va sollevato soltanto nel caso in cui il terzo, chiamato a decidere, rifiuti la competenza creando una situazione di stasi.
- La semplice divergenza di vedute tra giudici su quale tribunale sia competente non basta a fondare un conflitto negativo; è rilevante l'effettiva impossibilità di proseguire il processo senza una pronuncia risolutiva della Corte di cassazione.
- In situazioni analoghe è opportuno, prima di sollevare il conflitto, verificare se il tribunale ritenuto competente è già stato chiamato a pronunciarsi; in mancanza, può essere preferibile trasmettere gli atti al pubblico ministero competente o attendere la pronuncia del terzo giudice.
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