Cassazione Penale, Sentenza n. 38192/2022 del 11/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per appropriazione indebita (riqualificazione dal reato originario di truffa). Il ricorrente deduceva violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza (art. 521 c.p.p.), contraddittorietà della motivazione, errata valutazione dell'effetto traslativo del contratto di vendita a rate (contratto del 13/08/2013) e applicazione illegittima dell'art. 646 c.p., sostenendo che la vicenda fosse mera inadempienza contrattuale rilevante solo civilisticamente (artt. 1453 e ss. c.c.). La difesa ha inoltre osservato la sopravvenuta prescrizione del reato e chiesto, in via principale, l'annullamento senza rinvio e l'assoluzione ai sensi dell'art. 129 comma II c.p.p. o, in subordine, l'annullamento senza rinvio per prescrizione ai sensi dell'art. 620 lett. a) c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché composto da motivi manifestamente infondati o generici. Ha ritenuto che non si fosse violato il principio di correlazione tra accusa e sentenza: la riqualificazione da truffa ad appropriazione indebita non ha comportato una trasformazione radicale del fatto e risultava prevedibile e già operata in primo grado, sicché l'imputato ha avuto concreto diritto di difesa. Sul merito, la Corte ha confermato i principi secondo cui l'appropriazione indebita richiede un "quid pluris" rispetto alla mera mancata restituzione (comportamento di disposizione "uti dominus" e volontà di convertire il possesso in proprietà), ravvisando elementi oggettivi nel caso (es. resa del veicolo irreperibile). Per effetto dell'inammissibilità non è stata dichiarata l'estinzione del reato per prescrizione sopravvenuta. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a versare euro 3.000 alla cassa delle ammende per colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
art. 521 comma 2 cod. proc. pen.
Rilevato in relazione al principio di correlazione tra accusa e sentenza: la violazione esige una trasformazione radicale della fattispecie; non sussiste se l'imputato ha potuto concretamente difendersi rispetto all'oggetto dell'imputazione
art. 646 cod. pen.
L'appropriazione indebita richiede un "quid pluris" rispetto alla mera mancata restituzione: occorre un comportamento di disposizione "uti dominus" e la volontà di convertire il possesso in proprietà; rilevanti condotte che rendano il bene irreperibile
artt. 1453 e ss. cod. civ.
Richiamati come norme che regolano la risoluzione contrattuale: il mancato pagamento di una rata non determina automaticamente la perdita di efficacia del contratto salvo condizioni civilistiche previste (termine essenziale, clausola risolutiva espressa, diffida)
art. 6 Convenzione EDU, comma 3, lett. a) e b)
Il diritto ad essere informati dell'accusa e a preparare la difesa impone che la riqualificazione del fatto sia prevedibile e dia comunque la possibilità concreta di discutere la nuova qualificazione; il potere del giudice di merito di riqualificare è compatibile se la difesa ha potuto esercitarsi
art. 129 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alla richiesta di dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione: la Corte ha osservato che l'inammissibilità del ricorso impedisce che si formi valido rapporto di impugnazione e, quindi, impedisce la declaratoria di estinzione in sede di cassazione
art. 616 cod. proc. pen.
Applicato per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di inammissibilità
art. 620 lett. l) e lett. a) c.p.p.
Citate dalla difesa come base per chiedere annullamento senza rinvio (lett. l) per carenza di bisogno di nuovi accertamenti; lett. a) per annullamento senza rinvio per estinzione del reato. La Corte non ha accolto tali richieste in ragione dell'inammissibilità del ricorso
Massime di principio
- La riqualificazione giuridica del fatto non determina automaticamente violazione del principio di correlazione: la violazione sussiste solo se la trasformazione è radicale e ha impedito una difesa concreta
- Se la riqualificazione è prevedibile e l'imputato ha avuto la possibilità di difendersi (anche tramite il normale svolgimento del processo), la Corte non annulla per violazione del diritto di difesa
- L'appropriazione indebita richiede elementi ulteriori rispetto al semplice inadempimento contrattuale: disposizioni "uti dominus" o atti che rendano il bene irreperibile e volontà di convertire il possesso in proprietà
- Le controversie inerenti a rapporti contrattuali e inadempimenti vanno, di regola, risolte in sede civile; l'intervento del diritto penale richiede comportamenti che oltrepassino la mera inadempienza
- La sopravvenuta prescrizione può essere rilevata solo se sussiste un valido rapporto di impugnazione: un ricorso per cassazione inammissibile impedisce la declaratoria di estinzione per prescrizione
- In sede di impugnazione è essenziale articolare motivi chiari e specifici; argomenti generici o non supportati rendono il ricorso manifestamente infondato e inammissibile
- Il difensore, se ritiene possibile una diversa qualificazione, dovrebbe evidenziare in sede di merito e di appello le prove o circostanze che giustificano la riqualificazione per evitare contestazioni di prevedibilità e difendibilità
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