Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8634/2025 del 03/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 08/10/2024 che confermava gli arresti domiciliari per concorso in corruzione: si censurava la motivazione sulla gravità indiziaria (art. 309, comma 5 c.p.p.), in particolare l'uso di due conversazioni intercettate senza esame del loro contenuto né spiegazione del riferimento a "avvocato" come all'agente corrotto; si deduceva inoltre carenza e travisamento nella valutazione delle esigenze cautelari (art. 309, comma 9 c.p.p.), per mancata analisi della concretezza e attualità del pericolo di reiterazione, per il tempo intercorso, per l'inesistenza o la non documentazione di provvedimenti precedenti nel fascicolo e per l'indebita valorizzazione di procedimenti diversi (condanna per riciclaggio, procedimento di prevenzione relativo all'ex marito) ritenuti non idonei a giustificare una misura custodiale.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il primo motivo sulla gravità indiziaria: il Tribunale aveva correttamente integrato e motivato l'uso delle intercettazioni collegandole ad elementi probatori correlati e spiegando che con il termine "avvocato" si intendeva l'agente Di Leo. Tuttavia, ha rilevato carenze nella motivazione circa la concretezza e l'attualità del pericolo di reiterazione: il Tribunale non ha dato conto sufficientemente del tempo trascorso, della qualità e quantità del contributo fornito dalla ricorrente, e non ha effettuato una dettagliata analisi personologica e socio-ambientale che giustificasse la custodialità. Per questi profili (quarto e quinto motivo) la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e rinviato il procedimento al Tribunale di Brescia per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen., comma 5

    Regola la valutazione della gravità indiziaria; la Corte ha ritenuto che la motivazione originaria potesse essere integrata e che gli elementi intercettati, letti insieme ad altre acquisizioni, formassero l'ossatura della gravità indiziaria

  • art. 309 cod. proc. pen., comma 9

    Disciplina le esigenze cautelari (pericolo di reiterazione, ecc.); la Corte ha richiamato il necessario accertamento della concretezza e attualità del pericolo, con analisi personologica e socio-ambientale, non sostituibile da valutazioni generiche o dal solo richiamo a precedenti procedimenti

  • artt. 274 e 275 cod. proc. pen.

    Norme sulla prova testimoniale e documentale e sul loro apprezzamento; la ricorrente censurava l'uso di elementi di altri procedimenti, la Corte ha rilevato l'obbligo di motivare la rilevanza di atti esterni al fascicolo ove utilizzati

  • art. 512-bis cod. pen.

    Richiamato nei motivi come riferimento a precedenti accertamenti sull'ex marito; la Corte ha sottolineato che la menzione di assoluzioni o procedimenti diversi richiede un esplicito e preciso collegamento alla situazione della ricorrente per giustificare misure cautelari

Massime di principio

  • La gravità indiziaria può essere integrata e meglio motivata dal giudice di riesame, purché l'integrazione si fondi su elementi concreti e correlati agli atti
  • Per applicare misure cautelari cautelari è necessario non solo indicare la modalità della condotta ma provare la concretezza e l'attualità del pericolo di reiterazione tramite un'analisi personologica e socio-ambientale dettagliata
  • La mera esistenza di precedenti o di procedimenti pendenti non basta: il giudice deve motivare il nesso tra quelle vicende e il rischio attuale posto dal soggetto
  • Il trascorrere del tempo dai fatti contestati è un fattore che attenua le esigenze cautelari e può giustificare misure meno afflittive se non emergono elementi recenti indicativi di pericolosità
  • L'uso di intercettazioni richiede che il loro contenuto sia esplicitamente collegato all'oggetto dell'accusa; il significato di termini o riferimenti ambigui deve essere motivato per evitare mere congetture
  • Se il giudice indica elementi non presenti nel fascicolo (es. sentenze o misure di prevenzione), deve dimostrare la fonte o il legame con le risultanze processuali; altrimenti il provvedimento è vulnerabile

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.