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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37523/2025 del 18/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di revoca del sequestro preventivo. La ricorrente deduce violazione dell'art. 125 c.p.p. in relazione all'art. 110 c.p.: la decisione sarebbe fondata su circostanze ovvie e non contestate (illecito commesso dal coindagato Di Lauro) ma non avrebbe affrontato il punto decisivo sollevato dal riesame: l'assenza di elementi sul concorso della Silvestri negli abusi edilizi. Si lamenta carenza o apoditticità della motivazione, omissione di passaggi logici e mancata considerazione di fatti rilevanti (la ricorrente non avrebbe presentato domanda di condono, non avrebbe disponibilità del suolo, i terreni erano concessi in locazione a Di Lauro, non era presente né esercitava vigilanza sui lavori).

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il tema centrale (assenza di elementi sul concorso della Silvestri) fosse già esaminato dall'ordinanza impugnata e che la motivazione fornita fosse sufficiente a superare il vaglio di ammissibilità. È stato ricordato che, nel sequestro cautelare reale, è necessario accertare il nesso tra il bene e il reato, non l'attribuzione personale del reato alla specifica persona. Inoltre la ricorrente non ha allegato alcun interesse concreto e attuale alla restituzione dei beni (terreni locati fino al 1/2/2028 e opere che non le appartengono), requisito necessario per proporre il riesame avverso sequestro di beni la cui restituzione non le compete. Conseguentemente è stata dichiarata l'inammissibilità e la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    norma richiamata come base procedurale per la richiesta di riesame avverso decreto di sequestro preventivo

  • art. 125 cod. proc. pen.

    richiamato nel motivo di ricorso per censurare la motivazione; la Corte valuta che la motivazione dell'ordinanza è adeguata e quindi non ricorre la violazione denunciata

  • art. 110 cod. pen.

    richiamato in relazione all'art. 125 c.p.p. in tema di concorso di persone nel reato; la Corte rileva che, ai fini del sequestro reale, non è necessario accertare l'attribuzione personale del reato al proprietario

  • art. 325 cod. proc. pen.

    norma sul rigore dell'ammissibilità dei motivi in cassazione; la Corte ritiene che la censura non superi il vaglio di ammissibilità ex art. 325

  • art. 616 cod. proc. pen.

    dispone le conseguenze economiche per la parte la cui impugnazione è dichiarata inammissibile; applicata la condanna al versamento di una somma alla Cassa delle ammende

  • sentenza Corte costituzionale 13/6/2000 n. 186

    richiamata per escludere che la ricorrente abbia agito con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; nondimeno si applicano le conseguenze economiche previste

  • pronuncia della Suprema Corte (notizia decisione 25/9/2025)

    menzionata come principio secondo cui l'indagato può chiedere il riesame del sequestro di un bene la cui restituzione non gli compete solo se allega un interesse concreto e attuale collegato agli effetti della rimozione del sequestro; la ricorrente non ha formulato tali allegazioni

Massime di principio

  • Nel sequestro preventivo di tipo reale occorre dimostrare il nesso qualificato tra il bene e il reato (fumus rei rispetto al bene), non l'attribuzione personale del reato alla specifica persona per giustificare il vincolo cautelare sul bene
  • Chi impugna un sequestro di beni la cui restituzione non gli spetterebbe deve allegare un interesse concreto e attuale correlato agli effetti della rimozione del sequestro sulla propria posizione, altrimenti il ricorso può essere dichiarato inammissibile
  • Per contestare la motivazione di un provvedimento cautelare occorre puntare su carenze effettive e specifiche della decisione; censure generiche o affermazioni di apoditticità difficilmente superano il vaglio di ammissibilità in cassazione
  • In presenza di contestazioni su concorso di più soggetti, il giudice del sequestro reale può limitarsi a verificare il rapporto tra bene e reato; questioni di attribuzione soggettiva del reato sono più rilevanti in sede di merito
  • Prima di proporre ricorso contro un sequestro, è cruciale documentare la titolarità o la disponibilità giuridica/fattuale del bene, eventuali domande di condono o altri elementi che dimostrino un interesse concreto alla restituzione

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