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Sentenza

Sentenza n. 1064/2026 - Bologna, Sezione 1

per l'annullamento per quanto riguarda il ricorso introduttivo: -della Deliberazione della Giunta Comunale di Rimini n. 178 del 07/07/2020 pubblicata sul B.U.R. n. 292 del 19.08.2020 (parte seconda) “revisione biennale della pianta organica delle farmacie del comune di rimini – anno 2020 – approvazione”, nella parte in cui ha deliberato di modificare i confini della sede farmaceutica n. 38 – Sacramora; nonché per l’annullamento -delle collegate deliberazioni e di tutti gli atti comunque connessi con quello sopra indicato ed impugnati e non conosciuti dalla parte ricorrente. per quanto riguarda i motivi aggiunti in data 14/10/22: -della deliberazione della Giunta Comunale di Rimini n. 168 del 10/5/2022.

Giustizia amministrativa202100116

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione di revisione biennale della pianta organica delle farmacie del Comune di Rimini, limitatamente alla modifica dei confini della sede farmaceutica n. 38 – Sacramora, nonché successiva deliberazione confermativa

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni e controinteressato)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato la deliberazione comunale sostenendo, anzitutto, l’erroneità del presupposto fattuale secondo cui, nel luglio 2020, la sede farmaceutica n. 38 sarebbe risultata non assegnata per mancanza di locali idonei, poiché la sede sarebbe stata già accettata da mesi. Ha inoltre dedotto la violazione dei principi di imparzialità e buon andamento di cui all’art. 97 Cost. e l’eccesso di potere per illogicità e disparità di trattamento, assumendo che la modifica dei confini avrebbe penalizzato soprattutto il territorio servito dalla farmacia ricorrente, tutelando invece le altre farmacie confinanti, senza un’adeguata verifica della reperibilità di locali idonei nelle diverse sedi. Con motivi aggiunti ha esteso le medesime censure alla successiva deliberazione comunale confermativa della modifica. Nel corso del giudizio la Regione ha eccepito l’irrituale notificazione dei motivi aggiunti e il Comune ha eccepito la sopravvenuta improcedibilità per mancata impugnazione della successiva pianta organica relativa al biennio 2024-2025. All’udienza la ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili sia il ricorso introduttivo sia i motivi aggiunti per sopravvenuta carenza di interesse, sulla base della dichiarazione resa dalla ricorrente in udienza. Ai fini della regolazione delle spese, il Collegio ha applicato il principio della soccombenza virtuale, ritenendo infondate le censure dedotte. In particolare, ha richiamato l’ampia discrezionalità del Comune nella determinazione della dislocazione territoriale delle sedi farmaceutiche, trattandosi di scelte fondate sul bilanciamento tra le esigenze della popolazione attuale e potenziale, la viabilità, le caratteristiche ambientali e topografiche, le distanze tra le farmacie e la reperibilità dei locali. Tali scelte sono sindacabili soltanto in presenza di manifesta illogicità o irragionevolezza, ovvero di inesatta acquisizione dei presupposti di fatto o di totale carenza istruttoria; il giudice non può sostituire la propria valutazione di opportunità a quella dell’amministrazione. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali, liquidate in euro 2.000,00 per ciascuna delle parti resistenti e del controinteressato, oltre accessori di legge se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 97 Cost.

    I principi di imparzialità e buon andamento sono stati invocati dalla ricorrente, ma il giudice non ha accolto le relative censure; la decisione ha valorizzato la discrezionalità comunale nell’organizzazione territoriale del servizio farmaceutico.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla celebrazione da remoto dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

Massime di principio

  • Nella determinazione della dislocazione territoriale delle sedi farmaceutiche, il Comune dispone di ampia discrezionalità, dovendo bilanciare le esigenze della popolazione attuale e potenziale con i fattori ambientali, topografici, viari, la distanza tra le farmacie e la disponibilità di locali idonei.
  • Le scelte comunali relative alla pianta organica delle farmacie sono sindacabili dal giudice amministrativo soltanto in presenza di manifesta illogicità o irragionevolezza, di inesatta acquisizione dei presupposti di fatto o di totale carenza istruttoria; il giudice non può sostituire valutazioni di opportunità proprie a quelle dell’amministrazione.
  • La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso, anche quando il giudice proceda alla valutazione virtuale della fondatezza delle censure ai fini della regolazione delle spese.
  • Ai fini della soccombenza virtuale, la fondatezza delle censure contro una scelta comunale relativa alla dislocazione delle sedi farmaceutiche va valutata considerando l’ampia discrezionalità amministrativa e il limitato sindacato giurisdizionale esercitabile su tali valutazioni.

Come è indicizzato

MaterieFarmacieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEccesso di potereSopravvenuta carenza di interesse

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