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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15583/2026 del 29/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma del 30/04/2025 che aveva confermato la condanna di Di Marzio per reati connessi a rapina e lesioni. Il ricorso deduce tre motivi: 1) nullità assoluta (o comunque vizio) della citazione per il giudizio d'appello per mancato avvertimento previsto dall'art. 601, comma 6 c.p.p. e per mancata notifica all'imputato del verbale di udienza; 2) vizio di motivazione nel diniego del recupero del rito abbreviato condizionato all'audizione di due testimoni (Olivieri e Di Mattia), ritenuti decisivi; 3) vizio nel disconoscimento della circostanza attenuante della lieve entità del fatto.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto inapplicabile retroattivamente l'avvertimento previsto dall'art. 601, comma 6 (applicabile solo agli atti di impugnazione dal 10 luglio 2024) e ha considerato legittima la notifica del rinvio all'avvocato ex art. 161, comma 4 c.p.p., non essendo dimostrata l'inidoneità della notificazione a determinare la conoscenza effettiva. Sul secondo motivo la Corte ha confermato che il diniego del rito abbreviato condizionato è valutato ex ante circa la novità e decisività delle prove richieste; ha ritenuto non decisive le testimonianze proposte (irrilevanza ex ante ed ex post) e quindi non ha ravvisato errore nella valutazione della Corte d'appello. Sul terzo motivo, nonostante la pronuncia della Corte costituzionale n. 86/2024 che ha inciso sull'art. 628 c.p., la Corte di merito ha motivatamente escluso l'attenuante della lieve entità per la gravità complessiva del fatto, l'entità dei beni sottratti e la particolare violenza della condotta (colpi al volto e costrizione colla cintura al collo con conseguente danno). Per effetto del rigetto il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 601, comma 6 c.p.p.

    prevede l'avvertimento all'imputato che non comparendo sarà giudicato in assenza

    La Corte ha ritenuto la norma applicabile solo agli atti di impugnazione proposti a partire dal 10 luglio 2024 e quindi non applicabile al caso di specie; non opera retroattivamente per impugnazioni anteriori.

  • art. 161, comma 4 c.p.p.

    notifica al difensore quando il domicilio eletto è inidoneo

    La notificazione del rinvio all'avvocato è conforme a questa norma quando il domicilio eletto dell'imputato è già stato accertato inidoneo, e in tali casi la notifica presso il difensore è idonea a determinare la conoscenza dell'atto.

  • art. 179 c.p.p.

    nullità assoluta della notificazione della citazione solo se omessa o inidonea a determinare la conoscenza effettiva

    La Corte ricorda che la nullità assoluta ricorre solo se la notificazione è omessa o, eseguita in forma diversa, risulti inidonea a determinare la conoscenza effettiva dell'atto; altrimenti la violazione è sanabile.

  • art. 184 c.p.p.

    regole sulle modalità di esecuzione della notificazione sanabili

    Le violazioni delle modalità di esecuzione della notificazione possono essere sanate se non pregiudicano la conoscenza effettiva dell'atto.

  • art. 604 c.p.p.

    elencazione tassativa di casi che legittimano l'annullamento della sentenza per nullità assolute

    Il diniego illegittimo di accesso al rito abbreviato non rientra tra i casi tassativi di nullità assolute che impongono annullamento; incide invece sulla legittimità della quantificazione della pena.

  • art. 628, comma 2 c.p.

    norma relativa alla diminuzione della pena per rapina

    La Corte costituzionale (sent. n. 86/2024) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma nella parte in cui non prevedeva espressamente la riduzione fino a un terzo quando il fatto risulti di lieve entità. Tuttavia la Corte di merito ha escluso l'attenuante nella fattispecie concreta per la gravità del fatto.

  • Artt. 110, 582, 585, 61 n.2 e n.5 c.p.

    Normativa sostanziale richiamata per la qualificazione dei reati contestati (concorso di persone, rapina, lesioni e circostanze aggravanti/attenuanti).

Massime di principio

  • Le nuove disposizioni processuali hanno efficacia temporale specifica: occorre verificare la data di entrata in vigore per valutarne l'applicabilità ai ricorsi pendenti.
  • La notifica rivolta al difensore è valida quando il domicilio eletto dell'imputato è stato accertato inidoneo; la nullità assoluta della citazione richiede la prova dell'assenza di conoscenza effettiva dell'atto.
  • Il diniego del rito abbreviato condizionato si valuta ex ante sulla novità e decisività delle prove richieste; la mera proposta di nuove testimonianze non è sufficiente se il loro contenuto non appare rilevante per gli elementi essenziali del reato.
  • L'illegittimo diniego del rito abbreviato incide soprattutto sulla quantificazione della pena e non determina automaticamente l'annullamento dell'intera sentenza salvo i casi tassativi di nullità assoluta previsti dalla legge.
  • L'attenuante della lieve entità non si applica se dalla valutazione complessiva emergono elementi di particolare gravità: valore significativo dei beni sottratti, modalità violente o danni rilevanti alla vittima.
  • Le pronunce della Corte costituzionale modificano il quadro normativo, ma la loro incidenza su singoli casi dipende dall'analisi concreta dei fatti: la dichiarazione di illegittimità non determina automaticamente l'accoglimento dell'attenuante se i fatti dimostrano comunque gravità.
  • In caso di rigetto del ricorso, è frequente l'affidamento delle spese processuali al ricorrente; il gravame deve dimostrare specificamente il pregiudizio determinato dalla viziosità formale per ottenere annullamento.

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