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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29622/2024 del 19/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso denunciava carenza di motivazione della sentenza di appello (capi 1, 2 e 4). Si sosteneva che Vasco Cannatà non fosse solo amministratore di fatto ma anche concorrente esterno nei reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale (distrazione di 59.213 euro, capo 1) e documentale (capi 2 e 4), avendo fatto transitare somme sui propri conti personali e concorso nell occultamento contabile registrando movimenti sotto voci false ('cassa a banca', 'crediti diversi'). Il ricorrente chiedeva l annullamento con rinvio della sentenza, ritenendo che i giudici d appello non avessero valutato adeguatamente la responsabilita di Vasco come extraneus ex art. 110 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo equivalesse a una riesamina dei fatti e delle prove effettuata dal giudice di merito, cosa preclusa in sede di legittimita salvo manifesta illogicita della motivazione. La sentenza d appello aveva esaminato anche la possibile qualifica di extraneus e aveva motivato l assoluzione indicando l assenza di poteri gestori, di volonta gestoria o di contributo esterno descritto in modo puntuale. Non essendo emersi elementi idonei a ricollegare a Vasco poteri decisionali o un intento gestorio e trovandosi il ricorso caratterizzato da argomentazioni generiche e assertive, la Cassazione ha respinto la doglianza, confermando di fatto l esito favorevole per l imputato (oltre alla declaratoria di non doversi procedere per Francesco Cannatà per morte).

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    La pronuncia evidenzia che per configurare il concorso di persone nel reato occorre dimostrare il contributo esterno e l elemento soggettivo dell extraneus; l assenza di descrizione puntuale del contributo esterno impedisce l affermazione della responsabilita del concorrente.

  • art. 417 cod. proc. pen.

    Rilevato dalla difesa: l imputazione deve descrivere le condotte con sufficiente dettaglio. La Corte ha condiviso che la mera indicazione del transito di somme su conti personali, senza una puntuale ricostruzione dell apporto e dell intento, non soddisfa i requisiti descrittivi richiesti.

Massime di principio

  • In sede di Cassazione non e possibile rivedere liberamente la valutazione delle prove compiuta dai giudici di merito; il rimedio e l annullamento solo se la motivazione del merito presenta manifesta illogicita o vizi di legge.
  • Per imputare a terzi il reato in concorso (art. 110 c.p.) il pubblico ministero deve descrivere con precisione quale contributo concreto e volontario la persona ha dato alla consumazione del reato e dimostrare l elemento soggettivo; la mera disponibilita di conti personali non e di per se sufficiente.
  • L atto di imputazione deve contenere una descrizione dettagliata delle condotte contestate (art. 417 c.p.p.); contestazioni generiche o basate su interpretazioni alternative dei movimenti contabili rischiano di essere ritenute insufficienti.
  • Se la difesa dimostra l assenza di poteri gestori o di volonta gestionale (ad esempio per presenza di un dominus aziendale che esercitava la gestione esclusiva), e difficile sostenere responsabilita penale per reati societari a carico di altri soggetti senza prove dirette del loro ruolo decisionale.
  • Nei casi di bancarotta con piu societa o soggetti coinvolti, e importante per l accusa dettagliare separatamente le condotte riferibili a ciascun reato e a ciascun soggetto, documentando nessi causali specifici tra le operazioni contestate e l intento criminoso.

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