Sentenza del 13/02/2020 n. 802 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Iva - Frodi carosello - Onere della prova.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Amministrazione contestava operazioni rilevanti ai fini IVA ritenute riconducibili a un "carosello" fraudolento; per supportare la pretesa ha prodotto elementi indiziari che, secondo la PA, dimostravano l'inesistenza o l'artificialità delle cessioni e l'indebita detrazione/compensazione dell'IVA. La questione principale riguarda l'onere della prova: se gli indizi prodotti dall'Amministrazione siano idonei a formare una presunzione semplice tale da trasferire sul contribuente l'onere di provare l'effettiva esistenza e genuinità delle operazioni.
La decisione
La Corte ha ritenuto che l'Amministrazione finanziaria avesse fornito indizi idonei, caratterizzati da gravità, precisione e concordanza, tali da costituire una presunzione semplice ai sensi della disciplina probatoria applicabile. Conseguentemente l'onere di provare l'effettiva esistenza e genuinità delle operazioni è gravato sul contribuente; non risultando da parte di Vi.Ca. una prova sufficiente a svuotare la presunzione, l'accertamento dell'Amministrazione è stato confermato.
Norme richiamate
Art. 2727 c.c.
Chi vuole far valere in giudizio un diritto deve provare i fatti che ne formano il fondamento.
Principio generale sulla prova: la parte che deduce un fatto ha l'onere di provarlo. Nel contesto delle frodi carosello, l'art. 2727 viene richiamato per spiegare il regime probatorio e il ricorso alle presunzioni semplici fondate su indizi gravi, precisi e concordanti
Cass. civ., sent. n. 4335/2018
Conferma che, nelle frodi carosello IVA, l'Amministrazione può basare l'accertamento su indizi caratterizzati da gravità, precisione e concordanza che integrano una presunzione semplice; spetta poi al contribuente fornire prova contraria dell'effettiva esecuzione delle operazioni
Cass. civ., sent. n. 17161/2018
Ribadisce il criterio probatorio nei casi di frodi carosello e l'onere del contribuente di dimostrare la genuinità delle operazioni quando sussistono indizi attendibili prodotti dall'Amministrazione
Massime di principio
- Quando l'Amministrazione fornisce indizi caratterizzati da gravità, precisione e concordanza si forma una presunzione semplice che sposta sull'imputato il compito di provare l'effettiva esistenza e genuinità delle operazioni contestate.
- La prova dell'Amministrazione può essere basata su elementi documentali, anomale serie cronologiche di passaggi fatturati, assenza di flussi finanziari coerenti, discrepanze logistiche o altre evidenze tecniche; la loro qualità (gravità, precisione, concordanza) è decisiva.
- Il contribuente può svuotare la presunzione fornendo prova diretta o indizi contrari robusti: fatture integrate da contratti, bolle di trasporto, ordini, conferme bancarie di pagamento, documentazione logistica e ogni elemento che dimostri l'effettiva esecuzione e commercialità delle operazioni.
- La presunzione semplice non implica condanna automatica: conta la capacità della parte resistente (contribuente) di fornire elementi che rendano meno probabile l'ipotesi accusatoria; la valutazione è complessiva e comparativa degli indizi.
- In fase amministrativa e contenziosa conviene produrre in prima battuta tutta la documentazione probatoria (contratti, flussi bancari, prove di consegna, corrispondenza commerciale, due diligence sui soggetti coinvolti) per prevenire il consolidarsi della presunzione.
- Le pronunce citate costituiscono orientamento consolidato: chi opera in catene commerciali a rischio deve adottare misure di compliance e conservarne tracciabilità, poiché l'assenza di documentazione espone a grave rischio probatorio a favore dell'Amministrazione.
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