Cassazione Penale, Sentenza n. 21497/2023 del 19/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente chiedeva la sostituzione di un immobile sottoposto a confisca per equivalente con la somma di euro 125.055,87; sosteneva di avere interesse concreto e attuale perché la vendita dei beni della SGB s.r.l. (soggetta a procedura fallimentare) poteva non soddisfare l'ammontare dovuto e richiederebbe tempi molto lunghi, e inoltre sosteneva che la confisca non sarebbe definitiva alla luce della successiva sentenza delle Sezioni Unite Esposito (29/09/2022).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che la Corte d'Appello ha correttamente dichiarato l'inammissibilità dell'istanza per carenza di interesse, poiché l'esecuzione della confisca è subordinata al mancato conseguimento della somma sui beni della SGB e fino al verificarsi di tale condizione la confisca, pur irrevocabile, non è eseguibile e non arreca un pregiudizio diretto, concreto e attuale al ricorrente. Ha altresì ritenuto infondata la richiesta di revoca della confisca invocando la sentenza Esposito, affermando che la statuizione di confisca è divenuta definitiva e non può essere riesaminata per mutamenti giurisprudenziali successivi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 240 cod. pen.
Norma richiamata come base della confisca per equivalente per reati tributari; utilizzata per disporre la confisca relativa all'omesso versamento IVA.
art. 12-bis D.Lvo 74/2000
Richiamato quale disposizione che, insieme all'art. 240 c.p., disciplina la confisca per equivalente in materia di reati fiscali.
art. 578-bis cod. proc. pen.
Riferito nel senso che la confisca, se confermata anche quando è intervenuta la declaratoria di prescrizione, assume carattere di irrevocabilità giudiziale e non può essere rimessa in discussione in esecuzione per semplici mutamenti giurisprudenziali.
Sez. U, n. 4145 del 29/09/2022 (Esposito)
Sentenza richiamata dal ricorrente per contestare la definitività della confisca; la Corte però ha ritenuto che tale mutamento giurisprudenziale non incidesse sulla irrevocabilità della statuizione già formatasi in giudicato.
Sez. U, n. 3423 del 29/10/2020 (Gialluisi)
Giurisprudenza richiamata dalla Corte per il principio secondo cui la formazione del giudicato non coincide con l'eseguibilità del titolo e che la statuizione definitiva non può essere messa in discussione semplicemente per mutamenti di orientamento.
Sez. 1, n. 45340 del 10/09/2019 (Vinciguerea)
Ulteriore pronuncia che conferma la distinzione tra irrevocabilità della statuizione e sua eseguibilità; richiamata a sostegno del diniego di riapertura della confisca.
Sez. U, n. 44895 del 17/07/2014 (Pinna)
Precedente di legittimità citato per la regola che cambiamenti interpretativi successivi non riaprono statuizioni divenute definitive.
Sez. U, n. 27919 del 31/03/2011 (Ambrogio)
Richiamata a sostegno del principio di stabilità del giudicato rispetto a mutamenti giurisprudenziali.
Sez. 4, n. 28153 del 18/06/2015 (Cassano)
Pronuncia utilizzata per rafforzare il principio che l'irrevocabilità della decisione non coincide con la sua immediata eseguibilità.
Massime di principio
- Per chiedere la sostituzione di un bene confiscato con denaro occorre dimostrare un interesse concreto, diretto e attuale: l'ipotesi che beni di terzi possano non soddisfare integralmente il credito erariale o che le vendite siano lunghe o deserte non basta di per sé.
- La condizione sospensiva sull'esecuzione (es. esecuzione subordinata all'insufficienza dei beni di una società terza) rende l'esecuzione della confisca non attuale; fino al verificarsi della condizione non si configura un pregiudizio esecutivo che giustifichi la sostituzione.
- Una statuizione di confisca divenuta definitiva non può essere riaperta in sede di esecuzione sulla base di successivi cambiamenti interpretativi della giurisprudenza: il giudicato valorizza la certezza della decisione.
- Se si vuole contestare la definitività o la legittimità della confisca è necessario utilizzare i rimedi appropriati prima che la decisione diventi definitiva o dimostrare vizi tali da incidere sul giudicato; non è sufficiente richiamare mutamenti giurisprudenziali sopravvenuti.
- Nel valutare l'interesse alla sostituzione è decisivo il nesso temporale e materiale tra la misura confiscatoria e il pregiudizio subito: sono rilevanti solo elementi concreti e attuali che mostrino l'effettiva lesione del diritto del proponente.
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