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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 27417/2023 del 26/09/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Le lavoratrici chiedevano il riconoscimento, a seguito del cambio d'appalto, delle condizioni economiche e normative già percepite presso la precedente impresa appaltatrice (in particolare la quota derivante dall'Accordo integrativo provinciale di Milano del 1989, consolidata dal 1.3.1992) e il ricalcolo di ratei aggiuntivi (13a/14a, ferie, ROL) per i periodi di sospensione per chiusura scuole. La società resistente contestava l'obbligo di erogare l'integrazione provinciale, deducendo l'assenza di efficacia dell'accordo scaduto e invocando l'assorbimento delle somme nel superminimo già corrisposto; impugnava inoltre deduzioni processuali sulla ammissibilità di domande e sull'efficacia dell'eccezione di pagamento.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto i primi due motivi del ricorso della società (confermando la valutazione che l'integrazione provinciale, consolidata e regolarmente corrisposta, rientrava nelle "condizioni retributive" da mantenere ex art. 339 CCNL e nell'accordo di cambio appalto) ma ha accolto i motivi quarto e quinto, ritenendo erronea la decisione di appello che aveva dichiarato inammissibile la domanda di assorbimento del superminimo e che non aveva valutato l'eccezione di pagamento riferita a una specifica lavoratrice. Per tali profili la sentenza d'appello è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Milano per nuovo esame limitato alle questioni annullate.

Norme richiamate

  • CCNL Turismo Pubblici Esercizi

    art. 10; art. 339 (commi 1 e 2); artt. 332 e ss.

    Art. 339 garantisce al subentrante il "trattamento di miglior favore" pari alle condizioni retributive già percepite, ivi compresi trattamenti integrativi salariali erogati secondo il CCNL almeno 3 mesi prima del cambio; art. 10 rende salve le disposizioni dei contratti integrativi territoriali e detta il livello provinciale per la contrattazione integrativa nel settore della ristorazione collettiva.

  • Accordo integrativo salariale Provincia di Milano

    Accordo 16.5.1989 con consolidamento quota variabile al 1.3.1992

    La quota variabile prevista dall'accordo 1989 è stata trasformata in quota fissa mensile dal 1.3.1992 e, essendo stata regolarmente corrisposta dal datore precedente, è stata considerata elemento stabile della retribuzione da mantenere dal subentrante quale trattamento di miglior favore.

  • Verbale di accordo cambio appalto (26.6.2012)

    Riproduce e valorizza il contenuto dell'art. 339 CCNL, impegnando il subentrante a riconoscere condizioni retributive pari a quelle percepite, comprese integrazioni salariali conformi al CCNL.

  • Capitolato d'appalto

    Prevede che la ditta aggiudicataria applichi condizioni normative e retributive non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi vigenti e dalle loro successive integrazioni nella località.

  • Codice di procedura civile

    art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5; art. 112; art. 132 n.4

    Disciplina i motivi di cassazione (violazione di legge, vizio di motivazione, omesso esame di fatti decisivi) e i limiti del sindacato di legittimità; la Corte ha ritenuto che alcune censure processuali della società (omessa valutazione di eccezione di pagamento, inammissibilità di domanda già proposta) dovevano essere accolte.

  • Codice civile

    artt. 1362 ss.; artt. 1363, 1366, 1369

    Richiama i canoni di interpretazione dei negozi (lett. e contesto, ricerca della comune intenzione, criteri soggettivi) che regolano anche l'ermeneutica dei contratti collettivi; la Cassazione ricorda i limiti del sindacato sul giudizio ermeneutico del merito.

Massime di principio

  • In caso di cambio d'appalto nel settore della ristorazione collettiva il subentrante è tenuto a garantire ai lavoratori il "trattamento di miglior favore" consistente nelle condizioni retributive effettivamente percepite presso il precedente appaltatore, comprese le integrazioni salariali territoriali se erogate in conformità al CCNL e consolidate nella pratica.
  • Un accordo integrativo territoriale formalmente scaduto può comunque avere rilievo se una sua componente variabile è stata trasformata in quota fissa e regolarmente corrisposta, diventando così elemento stabile della retribuzione da recepire al cambio di gestione.
  • La deduzione dell'assorbimento delle somme nel superminimo deve essere esaminata dal giudice se la questione è stata già sollevata nel primo grado; non può essere dichiarata inammissibile come 'nuova' se i fatti costitutivi restano gli stessi e si tratta di diversa quantificazione (emendatio libelli).
  • L'eccezione di pagamento (prova dell'effettivo pagamento di quanto chiesto dal lavoratore) ha efficacia estintiva e può essere valutata anche d'ufficio dal giudice ove emergano elementi probatori validi.
  • In sede di cassazione l'impugnazione dell'interpretazione di contratti collettivi decentrati è limitata: la Corte può censurare vizi di motivazione o violazioni dei canoni legali di ermeneutica, ma non sostituirsi al giudice di merito proponendo una semplice interpretazione alternativa non manifestamente implausibile.
  • Quando si impugnano pronunce di merito è essenziale indicare con precisione i canoni ermeneutici ritenuti violati e dimostrare come la motivazione si sia discostata da essi; altrimenti il motivo rischia l'inammissibilità.

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