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Sentenza

Sentenza n. 896/2026 - Milano, Sezione 5

per l’annullamento − del provvedimento di cui alla nota prot. n. 28562 del 23.05.2024, a firma della Provincia di Lecco, Direzione Organizzativa VII – Ambiente e Pianificazione Territoriale – Servizio Pianificazione Territoriale, trasmesso in pari data, recante ad oggetto “Istanza di Autorizzazione Paesaggistica – ARCHIVIAZIONE PRATICA” e a riferimento “Prot. n. 14168 del 11/03/2024 e successiva integrazione prot. n. 23569 del 29/04/2024”; nonché, se ed in quanto occorrer possa, ancorché provvedimenti endoprocedimentali privi di autonoma efficacia lesiva: − della comunicazione di cui alla nota prot. n. 26137 del 10.05.2024, a firma della Provincia di Lecco, Direzione Organizzativa VII – Ambiente e Pianificazione Territoriale – Servizio Pianificazione Territoriale, trasmesso in pari data, recante ad oggetto “Istanza di autorizzazione paesaggistica – COMUNICAZIONE DEI MOTIVI OSTATIVI ALL'ACCOGLIMENTO DELL'ISTANZA, ai sensi dell’art. 10bis, Legge n. 241/1990 s.m.i.” e a riferimento “Prot. n. 14168 del 11/03/2024 e successiva integrazione prot. n. 23569 del 29/04/2024”; − in parte qua, della comunicazione di cui alla nota prot. n. 14980 del 14.03.2024, a firma della Provincia di Lecco, Direzione Organizzativa VII – Ambiente e Pianificazione Territoriale – Servizio Pianificazione Territoriale, recante ad oggetto “Istanza di Autorizzazione Paesaggistica - COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO E RICHIESTA DI INTEGRAZIONE DOCUMENTALE” e a riferimento “Prot. n. 14168 del 11/03/2024”; − di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, consequenziale e/o comunque connesso, con espressa riserva di motivi aggiunti anche in relazione agli atti non conosciuti, nonche di istanza di risarcimento danni.

Giustizia amministrativa202401442

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: archiviazione dell'istanza di autorizzazione paesaggistica, unitamente agli atti endoprocedimentali connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (provincia)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il provvedimento della Provincia di Lecco recante l'archiviazione dell'istanza di autorizzazione paesaggistica, nonché la comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza e, in parte qua, la comunicazione di avvio del procedimento e richiesta di integrazione documentale. Nell'epigrafe era formulata anche una riserva di domanda risarcitoria. Nel corso del giudizio, con atto depositato il 27 gennaio 2026, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il Collegio ha richiamato il principio dispositivo in senso ampio vigente nel processo amministrativo: quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione e non vi sono repliche o diverse richieste delle controparti, il giudice non può decidere il merito, procedere d'ufficio o sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, ma deve prendere atto della dichiarazione e pronunciare l'improcedibilità. Le spese sono state compensate tra le parti costituite in ragione della peculiarità della controversia e della natura processuale della decisione.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nel quadro delle disposizioni processuali applicabili alla decisione.

Massime di principio

  • La dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, resa prima che la causa sia trattenuta in decisione e non contrastata da richieste delle controparti, impone al giudice amministrativo di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • Nel processo amministrativo il principio dispositivo in senso ampio attribuisce al ricorrente la disponibilità dell'azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione; il giudice non può sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire né decidere d'ufficio il merito dopo la rinuncia sostanziale alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieAutorizzazione paesaggisticaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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