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Ordinanza

Ordinanza n. 3408/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell’Ordinanza Dirigenziale n. 180 del 15.12.2025, emessa dal Comune di Lanuvio – Settore I – OO.P.P., Manutenzione, Ambiente, Patrimonio, Territorio, ED Privata e Urbanistica, notificata in data 15.12.2025, con cui è stata ingiunta la demolizione delle opere eseguite sul terreno sito nel Comune di Lanuvio (RM), in Via Laviniense, n. 5, distinto al Catasto del suddetto Comune al Foglio 7, map. 907, 1048, 1049, 1057, 1064, 1065, in Località Via Laviniense, ripristinando lo stato dei luoghi originario; - di ogni altro atto eventuale comunque preparatorio, presupposto, connesso e consequenziale, ancorché di contenuto sconosciuto e comunque lesivo degli interessi dei ricorrenti.

Giustizia amministrativa202603002

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza dirigenziale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a opere edilizie prive di titolo e alla dispersione non autorizzata di liquami

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, l'ordinanza dirigenziale con cui il Comune di Lanuvio ha ingiunto la demolizione delle opere realizzate su un terreno di loro proprietà e il ripristino dello stato dei luoghi. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che i ricorrenti hanno contestato, tra l'altro, la qualificazione delle opere come abusive sostenendone il carattere leggero e amovibile, hanno dedotto difficoltà di accesso al lotto dovute a lavori commissionati dal Comune e hanno contestato l'imputabilità della dispersione non autorizzata di liquami sul terreno. Il Comune non si è costituito in giudizio.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., ritenendo non ravvisabili apprezzabili profili di fumus boni iuris. In particolare, le opere oggetto dell'ordine demolitorio risultano sprovviste di titolo edilizio e le deduzioni dei ricorrenti non sono state ritenute suffragate da convincenti riscontri probatori, con riferimento al carattere leggero e amovibile delle opere, alle difficoltà di accesso al lotto imputate ai lavori comunali e all'imputabilità della dispersione non autorizzata di liquami. Nulla è stato disposto sulle spese della fase cautelare, poiché l'amministrazione intimata non si è costituita.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata valutata alla luce dei presupposti della tutela cautelare; il TAR ha escluso la sussistenza di apprezzabili profili di fumus boni iuris e ha quindi respinto la richiesta di sospensione dell'ordinanza impugnata.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione di un'ordinanza di demolizione può essere negata quando le opere risultino prive di titolo edilizio e le deduzioni del ricorrente sulla loro natura, sulle condizioni di accesso all'area e sull'imputabilità degli ulteriori illeciti contestati non siano sostenute da convincenti riscontri probatori.
  • La mera allegazione del carattere leggero e amovibile delle opere non è sufficiente, in sede cautelare, a fondare il fumus boni iuris dell'impugnazione dell'ordine di demolizione quando non sia accompagnata da adeguati elementi probatori.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

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