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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50118/2023 del 15/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Giudice di Pace che aveva condannato il ricorrente a una multa di €15.000,00 per un reato in materia di immigrazione (art. 14 - art. 14 ter/comma 5-ter D.Lgs. 286/1998). Motivazioni del ricorso: 1) violazione di legge per la mancata applicazione dell'art. 34 D.Lgs. 274/2000 (esclusione della procedibilità per particolare tenuità del fatto), dal momento che il giudice di merito aveva ritenuto la norma inapplicabile sulla base della "particolare natura dell'interesse protetto dalla norma"; 2) violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla parte che aveva escluso l'applicabilità dell'art. 34, comma 1, D.Lgs. 274/2000, affermando il principio di diritto secondo cui tale norma è applicabile a tutti i reati indicati nell'art. 4 del decreto, compreso quello previsto dall'art. 14 ter del D.Lgs. 286/1998. Ha quindi disposto il rinvio al Giudice di Pace di Pescara per un nuovo giudizio sul solo punto relativo alla applicazione dell'art. 34, con giudice diverso. Le censure relative alle attenuanti generiche sono state dichiarate assorbite.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 1, D.Lgs. 274/2000

    La norma prevede l'esclusione della procedibilità nei casi di particolare tenuità del fatto e si applica, in astratto, a tutti i reati indicati nell'art. 4 del decreto, senza esclusioni per la natura dell'interesse tutelato; la particolare tenuità si valuta rispetto all'esiguità del danno o del pericolo, all'occasionalità, al ridotto grado di colpevolezza e al pregiudizio che il procedimento potrebbe arrecare alla vita dell'imputato.

  • art. 14 ter (o art. 14, comma 5-ter) D.Lgs. 286/1998

    Il reato previsto dalla normativa sull'immigrazione è compreso tra quelli indicati dall'art. 4 del D.Lgs. 274/2000; pertanto l'istituto della particolare tenuità può essere applicato anche a questa fattispecie.

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 250/2010

    Conferma la possibilità di applicare la disciplina della particolare tenuità anche in presenza di reati disciplinati da testi normativi speciali, in assenza di chiara esclusione normativa.

  • Giurisprudenza di legittimità citata (es. Sez. 1, n. 10275 del 16/1/2020; Sez. 1, n. 35742 del 5/7/2013; Sez. 1, n. 13412 del 8/3/2011)

    Costante orientamento della Corte di Cassazione secondo cui l'art. 34 D.Lgs. 274/2000 si applica ai reati indicati nell'art. 4 del medesimo decreto, inclusi quelli previsti dal D.Lgs. 286/1998.

Massime di principio

  • L'istituto della particolare tenuità (art. 34 D.Lgs. 274/2000) si applica anche ai reati in materia di immigrazione elencati nell'art. 4 del decreto, salvo espressa esclusione normativa.
  • Non è corretto escludere l'applicazione dell'art. 34 richiamando genericamente la "particolare natura dell'interesse protetto"; il giudice deve valutare i criteri concreti (esiguità del danno/pericolo, occasionalità, ridotto grado di colpevolezza, pregiudizio per lavoro/studio/famiglia/salute).
  • Se il giudice di merito omette o esclude erroneamente l'applicazione della particolare tenuità, la Cassazione può annullare la decisione e rinviare per un nuovo esame, da compiersi in persona fisica diversa.
  • In procedimenti analoghi la difesa dovrebbe documentare e dimostrare gli elementi della tenuità (es. carattere occasionale della condotta, limitata offensività, rilevante pregiudizio personale in caso di prosecuzione del processo).
  • Le circostanze attenuanti generiche vanno valutate separatamente: la possibile applicazione dell'art. 34 non sostituisce la valutazione delle attenuanti, che devono comunque essere considerate dal giudice nel quadro complessivo della misura della pena.

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