Sentenza n. 4024/2026 - Napoli, Sezione 2
per l'annullamento del provvedimento n. 3 del 3.3.2023 ad oggetto “l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'immobile sito in Crispano alla via Provinciale Aversa 3, piano terzo con i terrazzi annessi, il tutto censito al catasto fabbricati al foglio 2, particella 495, sub 49, 50, 51, 52”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un immobile abusivo e, per quanto occorra, ordinanza di demolizione presupposta
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento comunale di acquisizione gratuita al patrimonio dell'ente di un appartamento e dei relativi terrazzi, conseguente all'inottemperanza a un'ordinanza di demolizione relativa a opere di ampliamento, frazionamento e realizzazione di una tettoia, eseguite in difformità da una concessione edilizia in sanatoria. Hanno dedotto: l'omessa notifica agli eredi dell'ordinanza di demolizione e del verbale di accertamento dell'inottemperanza; l'illegittimità dell'ordine demolitorio e dell'acquisizione perché le opere avrebbero avuto minima consistenza, non avrebbero trasformato l'organismo edilizio né creato nuovi organismi edilizi autonomi e non sarebbero state qualificabili come nuova costruzione soggetta a permesso di costruire; l'omessa motivazione in ordine all'acquisizione di una superficie ulteriore rispetto all'area di sedime, pari a dieci volte la superficie utile. Il Comune ha chiesto il rigetto del ricorso.
La decisione
Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Quanto alla mancata notifica agli eredi, ha ritenuto sufficiente la rituale notificazione dell'ordinanza di demolizione al precedente proprietario e responsabile dell'abuso, poiché il decorso infruttuoso del termine di novanta giorni determina ex lege l'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale. Gli eredi subentrano nella posizione giuridica del dante causa, il quale, una volta prodotto l'effetto acquisitivo, non era più proprietario né legittimato a disporre del bene. Anche la mancata notifica del verbale di inottemperanza non incide sulla legittimità dell'acquisizione, avendo l'atto natura dichiarativa e ricognitiva di un effetto traslativo già verificatosi automaticamente. Il motivo relativo alla natura e consistenza delle opere è stato ritenuto non scrutinabile favorevolmente, perché rivolto contro l'ordinanza di demolizione, non tempestivamente impugnata, e comunque perché l'ordine di demolizione di opere abusive è atto vincolato, non richiede una specifica motivazione sull'interesse pubblico né genera affidamento tutelabile per il decorso del tempo. Quanto all'estensione dell'area acquisita, il Collegio ha affermato che l'acquisizione dell'opera abusiva e della relativa area di sedime opera automaticamente, mentre l'acquisizione di aree ulteriori richiede una motivazione puntuale sui parametri urbanistici e sul calcolo della superficie, nel limite massimo del decuplo dell'area di sedime. Nel caso concreto il provvedimento indicava le particelle acquisite e i ricorrenti non avevano dimostrato che esse eccedessero i limiti di legge o l'area strettamente pertinente alle opere abusive. I ricorrenti sono stati condannati, in solido, al pagamento di 2.000 euro di spese processuali, oltre accessori.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
L'effetto acquisitivo si produce automaticamente e di diritto con riguardo alle opere abusive e alla loro area di sedime, mentre richiede una specificazione motivata per le eventuali aree ulteriori.
L'inottemperanza all'ordine di demolizione entro il termine previsto determina automaticamente l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'opera abusiva e dell'area di sedime. Per le aree ulteriori, entro il limite massimo del decuplo dell'area di sedime, è necessaria una motivazione che indichi le opere da realizzare, la classificazione urbanistica, il regime edificatorio, gli indici applicabili e il calcolo della superficie.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
udienza smaltimento ... svoltasi con modalità di cui all’art. 87, comma 4-bis, del c.p.a.
La causa è stata trattata con le modalità previste per l'udienza di smaltimento, senza incidenza sul merito della decisione.
Massime di principio
- L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all'inottemperanza all'ordine di demolizione si produce automaticamente per effetto della legge allo spirare infruttuoso del termine assegnato; il successivo provvedimento comunale ha natura dichiarativa e ricognitiva, non costitutiva.
- L'ordinanza di demolizione ritualmente notificata al responsabile dell'abuso non deve essere rinnovata nei confronti degli eredi; questi subentrano nella posizione giuridica del dante causa e non possono contestare, per il solo difetto di notificazione nei loro confronti, l'effetto acquisitivo già maturato.
- La mancata notificazione del verbale di inottemperanza agli aventi causa non condiziona l'efficacia dell'acquisizione, poiché l'effetto traslativo deriva direttamente dal decorso infruttuoso del termine legale.
- L'ordine di demolizione di opere abusive è un atto vincolato e non richiede una motivazione specifica sulle ragioni di interesse pubblico ulteriori rispetto al ripristino della legalità edilizia; il decorso del tempo non determina, di regola, un legittimo affidamento del responsabile o dell'attuale titolare dell'immobile.
- L'acquisizione dell'opera abusiva e dell'area di sedime opera automaticamente; l'acquisizione di aree ulteriori richiede una motivazione puntuale sul relativo calcolo secondo la classificazione urbanistica e gli indici edificatori applicabili, nel limite massimo del decuplo dell'area di sedime. Chi contesta l'estensione dell'acquisizione deve fornire elementi idonei a dimostrare l'eccedenza dell'area rispetto ai limiti legali o alla pertinenza dell'abuso.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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