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Ordinanza

Ordinanza n. 503/2026 - Firenze, Sezione 4

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dei seguenti atti, pedissequamente elencati e individuati: Decreto della Prefettura - U.T.G. della Provincia di Pistoia, -OMISSIS-, non datato ma notificato in data successiva al -OMISSIS-, con il quale è stato respinto il ricorso gerarchico proposto dal ricorrente, confermando i provvedimenti sottostanti, ritenendo che il coinvolgimento nella colluttazione fisica, indipendentemente da chi vi abbia dato origine, offuschi il giudizio di affidabilità in capo al -OMISSIS-, denotando perdita di autocontrollo e pericolo di abuso delle armi. Decreto del Questore di Pistoia -OMISSIS-. prot. n. -OMISSIS- P.A.S. del -OMISSIS-, notificato il -OMISSIS-, con il quale è stata disposta la revoca in autotutela della licenza di porto di fucile per uso caccia. La revoca viene disposta a seguito di una lite con il genero, degenerata in colluttazione fisica, ritenendo sussistente una situazione di tensione incompatibile con l'uso delle armi. Decreto della Prefettura di Pistoia prot. n. -OMISSIS- del -OMISSIS-, recante il divieto di detenzione armi, munizioni e materiali esplodenti ex art. 39 T.U.L.P.S.. Di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, ivi compresa la nota -OMISSIS-. prot. n. -OMISSIS- del -OMISSIS- della Questura di Pistoia recante controdeduzioni al ricorso gerarchico, nonché l'eventuale decreto di rettifica del -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202601402

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto prefettizio di rigetto del ricorso gerarchico, decreto del Questore di revoca della licenza di porto di fucile per uso caccia e decreto prefettizio di divieto di detenzione di armi, munizioni e materiali esplodenti

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, i provvedimenti adottati a seguito di una lite con il genero degenerata in una colluttazione fisica. La Prefettura aveva respinto il ricorso gerarchico e confermato i provvedimenti sottostanti, ritenendo che il coinvolgimento nella colluttazione, indipendentemente dall'individuazione del soggetto che l'aveva originata, fosse idoneo a porre in dubbio l'affidabilità del destinatario e a denotare perdita di autocontrollo e rischio di abuso delle armi. Il testo dell'ordinanza non espone specifici motivi di ricorso oltre alle contestazioni rivolte contro tali valutazioni.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare, ritenendo che il ricorso non apparisse suscettibile di esito positivo. La situazione di conflitto familiare è stata considerata incontestata e, secondo il giudice, tale circostanza è sufficiente a legittimare provvedimenti aventi efficacia preventiva e diretti alla tutela della pubblica incolumità. Non sono quindi stati ravvisati, nella fase cautelare, presupposti per sospendere l'efficacia degli atti impugnati. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti costituite.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; la domanda cautelare è stata esaminata e respinta.

  • art. 39 T.U.L.P.S.

    Costituisce la base normativa del divieto prefettizio di detenzione di armi, munizioni e materiali esplodenti impugnato.

  • articoli 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati in materia di tutela dei dati personali ai fini dell'oscuramento delle generalità.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

Massime di principio

  • In materia di armi, la presenza di una situazione di conflitto familiare non contestata può essere ritenuta sufficiente, in sede cautelare, a giustificare provvedimenti preventivi finalizzati alla tutela della pubblica incolumità.
  • I provvedimenti concernenti il porto e la detenzione di armi possono avere natura preventivo-cautelare e non richiedono necessariamente l'accertamento di un abuso già verificatosi, quando gli elementi acquisiti evidenzino una situazione idonea a porre in dubbio l'affidabilità del destinatario e la sua capacità di autocontrollo.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezza
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaTutela cautelare

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