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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24731/2024 del 21/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Locatelli era imputato di falsità ideologica e corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio con riguardo all'organizzazione dei corsi per il rilascio della C.Q.C.: gli si contestava di avere falsificato registri delle presenze, apposto firme e rilasciato attestati di superamento dei corsi in cambio di denaro, inducendo in errore i funzionari della Motorizzazione Civile. Era stato inoltre disposto il sequestro preventivo di somme e immobili (vincolo fino a 1.134.705,00 euro e tre fabbricati) e il sequestro di 18.100,00 euro come profitto specifico ai fini della confisca ex art. 322-ter c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso quanto alla carenza del "fumus commissi delicti" in relazione alla qualificazione di incaricato di pubblico servizio attribuita a Locatelli. La Corte ha spiegato che, secondo l'interpretazione oggettivo-funzionale delle norme (artt. 357 e 358 c.p.), la C.Q.C. viene rilasciata da funzionari della Motorizzazione Civile dopo esame e che la titolarità della scuola guidata da Locatelli si limitava all'organizzazione dei corsi, senza poteri certificativi o autoritativi tali da configurare un incaricato di pubblico servizio. Per tale ragione l'ordinanza del Tribunale del riesame è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale del riesame di Brescia per un nuovo giudizio, che dovrà valutare se i fatti rientrino in altre ipotesi di reato o giustifichino comunque misure.

Norme richiamate

  • art. 319 cod. pen.

    Norma della corruzione; richiamata in tema di contestazione penale ma la corte ha ritenuto che la configurabilità del reato richiede la qualifica pubblicistica dell'agente e l'incidenza dell'attività privata sull'iter della pubblica amministrazione.

  • art. 322-ter cod. pen.

    Norma sulla confisca per equivalente del profitto del reato; citata con riferimento al sequestro di 18.100,00 euro quali importi ricevuti dai corsisti ritenuti profitto specifico.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Previsione della confisca per sproporzione; richiamata quale fondamento del sequestro conservativo di somme e beni fino al valore indicato dall'Autorità.

  • art. 357 cod. pen.

    "agli effetti della legge penale, è pubblico ufficiale colui il quale esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa, dovendosi ritenere amministrativa la funzione 'disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi'"

    La Corte ha richiamato la nozione oggettivo-funzionale di pubblico ufficiale: occorrono poteri tipici (autorità, certificazione, formazione della volontà della P.A.). Tale qualifica non può essere attribuita automaticamente a chi svolge attività privata anche se di interesse pubblico.

  • art. 358 cod. pen.

    "colui il quale, a qualunque titolo, presta un servizio pubblico"

    Definizione oggettivo-funzionale dell'incaricato di pubblico servizio: sufficiente che l'attività persegua finalità pubbliche e sia disciplinata da norme di natura pubblicistica; manca però la componente dei poteri autoritativi tipici della pubblica funzione.

  • art. 19 d.lgs. 286/2005

    "La carta di qualificazione del conducente è conseguita previa frequenza del corso di qualificazione iniziale, ... e superamento di un esame di idoneità (...) I corsi ... sono organizzati: a) dalle autoscuole ...; ... L'esame ... è svolto da funzionari del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ..."

    La Corte ha utilizzato questa norma per sottolineare che il rilascio della C.Q.C. è subordinato al superamento di un esame svolto da funzionari della Motorizzazione, mostrando che il titolare dell'autoscuola organizza corsi ma non esercita il potere certificativo dell'autorità pubblica.

  • artt. 63, 321, 253, 187 cod. proc. pen.

    Norme processuali richiamate dalla difesa (sull'assunzione di dichiarazioni, avvisi, inutilizzabilità e sull'istruzione probatoria). La Corte ha comunque annullato per la carenza della qualificazione pubblicistica, rinviando le questioni probatorie al nuovo giudizio.

Massime di principio

  • Per configurare corruzione o reati connessi a pubblici ufficiali/incaricati di pubblico servizio è decisivo il criterio oggettivo-funzionale: valutare se l'agente abbia poteri autoritativi o certificativi o abbia concretamente partecipato alla formazione della volontà della P.A.; l'organizzazione di attività private anche di interesse pubblico non basta di per sé.
  • Quando l'atto finale (es. rilascio della C.Q.C.) è materialmente compiuto da funzionari pubblici a seguito di esame, il gestore privato della formazione difficilmente assume la qualifica di incaricato di pubblico servizio, salvo che la normativa riconosca espressi poteri certificativi al privato.
  • Il sequestro per sproporzione e le misure per confisca richiedono un'adeguata motivazione sulla provenienza e sulla giustificazione dei beni: va valutata la documentazione contabile, la distinzione tra conto economico e finanziario, e ogni possibile legittima fonte (risparmi, utili non distribuiti, redditi del nucleo familiare).
  • Le dichiarazioni di testimoni o corsisti devono essere acquisite rispettando le garanzie processuali; l'eventuale trasformazione dello status della persona (da persona informata a indagato) può incidere sull'utilizzabilità delle dichiarazioni e sulla loro valutazione probatoria.
  • La presenza di indizi di falsità documentale può integrare reati diversi dalla corruzione (es. falsità ideologica) anche se non ricorre la qualifica pubblicistica; pertanto, in ipotesi analoghe bisogna valutare con precisione quale fattispecie penale sia astrattamente configurabile in base alla condotta concreta.
  • In caso di dubbio sulla sussistenza dei presupposti per le misure cautelari o patrimoniali, è ragionevole richiedere la verifica puntuale della qualifica dell'agente, degli atti contestati e della correlazione tra profitto accertato e reato attribuito prima di confermare sequestri estesi.

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