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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12018/2026 del 30/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente contestava che, per effetto della remissione di querela intervenuta in data 4 giugno 2022 e regolarmente accettata, il reato di truffa a lui ascritto doveva considerarsi estinto in quanto procedibile a querela di parte. Inoltre deduceva errata applicazione della circostanza aggravante della minorata difesa (art. 61, n. 5 c.p.), sostenendo che la specificità del caso (reperibilità dell'imputato e fornitura del codice fiscale alla vittima) escludeva la sussistenza di tale aggravante.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione di querela. La Corte ha ritenuto che la novella legislativa (L. 28/06/2024, n. 90) abbia introdotto la circostanza aggravante di cui al comma 2-ter (truffa commessa a distanza tramite strumenti informatici o telematici) che, pur aumentando la gravità del fatto, è perseguibile a querela; trattandosi di norma processuale che introduce una condizione di procedibilità, essa si applica ai procedimenti in corso e la remissione di querela ha efficacia estintiva. Per tali ragioni la sentenza è stata annullata senza rinvio e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen.

    La Corte ha richiamato le disposizioni sulla truffa e le sue aggravanti, rilevando che la modifica normativa del 2024 ha inciso sulla procedibilità della fattispecie quando commessa a distanza con strumenti informatici/telematici.

  • art. 61, n. 5 cod. pen.

    La circostanza aggravante della minorata difesa, in precedenza richiamata per talune truffe online, è stata ricondotta alla nuova disciplina (comma 2-ter) che ne modifica la rilevanza ai fini della procedibilità.

  • Legge 28 giugno 2024, n. 90 (introduzione del comma 2-ter)

    La legge ha introdotto la circostanza aggravante per la truffa commessa a distanza mediante strumenti informatici o telematici e ha stabilito che tale fattispecie è perseguibile a querela. Essendo norma processuale che condiziona la procedibilità, si applica ai processi in corso e la remissione di querela estingue il reato.

  • art. 2, comma quarto, cod. pen. (principio richiamato dalla giurisprudenza)

    Ribadito il principio per cui, quando una modifica legislativa incide sulla procedibilità (natura mista, sostanziale e processuale della querela), il giudice deve accertare l'esistenza della querela anche per i fatti commessi anteriormente alla modifica ma oggetto del processo in corso.

Massime di principio

  • Se una norma successiva modifica la procedibilità di un reato (es. lo rende perseguibile a querela), tale modifica si applica ai procedimenti in corso se ha natura processuale; di conseguenza il giudice deve verificare la presenza e l'eventuale remissione della querela.
  • La remissione di querela ha efficacia estintiva quando, per effetto di modifiche normative, la procedibilità del reato è subordinata alla querela di parte.
  • L'introduzione di una circostanza aggravante che resta però perseguibile a querela non trasforma automaticamente il reato in perseguibile d'ufficio: occorre leggere la normativa nuova nella sua specifica disciplina della procedibilità.
  • La valutazione della sussistenza dell'aggravante della minorata difesa richiede un accertamento concreto e caso per caso; la semplice reperibilità dell'autore o il possesso di dati (es. codice fiscale) non esclude automaticamente la minorata difesa se gli elementi dimostrano vulnerabilità o difficoltà difensive della vittima.
  • Quando il reato è estinto per remissione di querela la Cassazione può annullare senza rinvio (non essendoci più una materia da decidere), e il giudice deve anche pronunciare sulle spese processuali.

Testo integrale

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