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Cassazione Penale, Ordinanza n. 18877/2025 del 20/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna per ricettazione già pronunciata nei gradi di merito. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte d'appello aveva confermato la condanna di primo grado per ricettazione di un assegno bancario, ritenendo provata la provenienza delittuosa del titolo e la consapevolezza dell'imputato. La difesa ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione di legge, sostenendo che il titolo di credito non potesse ritenersi di provenienza delittuosa perché il proprietario ne aveva denunciato il solo smarrimento, e quindi difettasse il presupposto della ricettazione. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato perché il giudice di merito aveva correttamente applicato il principio secondo cui l'apprensione di assegni in bianco smarriti integra furto e non appropriazione di cose smarrite, e perché la consapevolezza dell'origine illecita del bene poteva desumersi dal comportamento dell'imputato, che aveva ricevuto un bene evidentemente altrui e lo aveva poi usato a fini delittuosi.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    La ricettazione è ritenuta integrata quando il bene ricevuto abbia provenienza delittuosa e l'agente ne sia consapevole; tale consapevolezza può desumersi anche da elementi fattuali e dal comportamento dell'imputato.

  • art. 491 c.p.

    L'imputato era stato assolto da tale imputazione perché il fatto non sussiste; la sentenza di legittimità non interviene su tale assoluzione.

  • art. 625 c.p.

    Richiamato solo indirettamente attraverso il principio giurisprudenziale sul furto di assegni in bianco smarriti, quale qualificazione della condotta di apprensione del titolo.

Massime di principio

  • In tema di ricettazione, il requisito della provenienza delittuosa del bene può essere desunto anche dalla natura del bene stesso e dalle circostanze concrete della sua acquisizione, non essendo necessario un accertamento autonomo e formale del reato presupposto in ogni caso.
  • L'apprensione di assegni in bianco o di carte di credito smarriti integra, di regola, furto e non appropriazione di cose smarrite, poiché tali oggetti conservano i segni esteriori di un possesso altrui e il loro smarrimento non fa venir meno il potere di fatto del titolare.
  • La consapevolezza dell'origine illecita del bene ricettato può essere provata anche mediante il comportamento dell'agente, quando esso riveli con certezza l'origine illecita della cosa e la sua destinazione a finalità delittuose.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si risolve nella mera contestazione di apprezzamenti di merito già sorretti da principi di diritto consolidati e coerentemente applicati dal giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale

Testo integrale

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