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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9684/2023 del 07/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del GIP che aveva riconosciuto la continuazione tra quattro reati di truffa accertati con due distinte sentenze (19/04/2018 e 19/11/2019) e, ai fini della quantificazione della pena, aveva applicato aumenti cumulativi per i reati-satellite senza indicare il quantum per ciascun reato satellite e senza motivare adeguatamente perché gli aumenti applicati ai tre episodi del 19/11/2019 (complessivi 10 mesi di reclusione e 250 euro di multa) fossero sensibilmente superiori a quelli già stabiliti per gli otto reati-satellite nella sentenza del 19/04/2018.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione non abbia adempiuto all'obbligo motivazionale richiesto: doveva indicare il singolo aumento per ciascun reato-satellite ai sensi dell'art. 81, comma secondo, cod. pen., e doveva spiegare le ragioni della congruità degli aumenti applicati rispetto a quelli precedentemente fissati. Per tali carenze motivazionali la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al GIP di Bergamo, in diversa composizione, per un nuovo giudizio libero nel merito ma privo dei vizi rilevati.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen., comma secondo

    art. 81, comma secondo, cod. pen.

    La norma disciplina l'aumento di pena per il reato continuato; in sede esecutiva il giudice deve determinare l'entità degli aumenti anche per i singoli reati-satellite, motivandone il relativo importo

  • art. 132 cod. pen.

    Individua i parametri generali per la determinazione della pena; il giudice dell'esecuzione esercita un potere discrezionale nella quantificazione della pena, ma deve farlo entro i criteri fissati da questa disposizione

  • art. 133 cod. pen.

    Fornisce i criteri di individualizzazione della pena (gravità del fatto, personalità del reo, attenuanti/agggravanti, ecc.); tali criteri devono emergere nella motivazione quando il giudice quantifica aumenti per reati-satellite

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione deve motivare non solo la scelta della pena-base ma anche l'entità degli aumenti per ciascun reato-satellite: è obbligatorio indicare il quantum per ogni reato-satellite
  • Quando si ridetermina la pena per reati già giudicati in sentenze separate e tra loro in continuazione, occorre scorporare i reati riuniti in continuazione e individuare il reato più grave prima di applicare autonomi aumenti ai satelliti
  • Il rispetto del limite legale (es. triplo della pena-base) non esime il giudice dall'obbligo di motivazione dettagliata: la mera conformità ai limiti quantitativi non è sufficiente
  • Se gli aumenti applicati in un procedimento risultano sensibilmente superiori a quelli stabiliti in altri provvedimenti analoghi senza adeguata giustificazione, ciò integra un vizio motivazionale che può determinare l'annullamento
  • In caso di mancanza di motivazione sufficiente il provvedimento viene annullato con rinvio per nuovo giudizio, che dovrà essere espresso in diversa composizione e privo dei vizi riscontrati
  • Per una corretta quantificazione il giudice deve confrontare le singole vicende, valutare l'omogeneità dell'offensività e rendere esplicite le ragioni di eventuali disparità rispetto a sentenze precedenti

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