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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9330/2024 del 05/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato; ha annullato l'ordinanza della Corte di Appello di Napoli e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio, rilevando che la documentazione del 1 dicembre 1993 costituisce elemento sopravvenuto e rilevante e che il tema della condonabilità, anche in presenza di sequestro penale che ha impedito l'ultimazione dei lavori, non era stato valutato dall'ordinanza impugnata.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Istanza di revoca dell'ordine di demolizione dell'immobile abusivo per nuova documentazione probatoria: domanda di condono presentata il 1 dicembre 1993 dall'allora proprietario Antonio Cariati con relazione tecnica che attestava la regolarità e la condonabilità delle opere. Si sostiene che il solaio di copertura non è stato completato entro il 31/12/1993 per effetto di sequestro penale e che l'istanza di esecuzione doveva essere fondata su questi elementi sopravvenuti non valutati dal giudice.

Norme richiamate

  • art. 666 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata in relazione all'incidente di esecuzione; la Corte valuta l'ammissione di nuove istanze in sede esecutiva secondo le regole del procedimento penale

  • art. 43 legge n. 47 del 1985 (condono edilizio)

    In tema di condono edilizio, la disposizione di cui all'art. 43 delle legge n. 47 del 1985, richiamata dall'art. 32 D.L. 30 settembre 2003 n. 269, convertito in Legge 24 novembre 2003 n. 326, ai sensi della quale possono ottenere la sanatoria le opere non ultimate, nei modi e tempi prescritti per beneficiare della sanatoria, per effetto di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali, deve essere intesa quale norma di favore relativa anche ai provvedimenti del giudice penale

    L'art. 43 è interpretato come norma di favore che consente la sanatoria anche per opere non ultimate nel termine utile se l'ultimazione è impedita da provvedimenti amministrativi o giurisdizionali, ivi compresi i sequestri penali

  • art. 32 D.L. 30 settembre 2003 n. 269 (conv. L. 24 novembre 2003 n. 326)

    Richiamato nella giurisprudenza in relazione all'applicazione dell'art. 43; conferma che la disciplina sul condono può operare anche per opere non ultimate per effetto di provvedimenti che ne hanno impedito il completamento

  • Giurisprudenza (Sez. 3, Sent. n. 32843 del 08/07/2005 e Sez. 3, Sent. n. 20135 del 25/03/2009)

    Citazioni di precedenti secondo cui la norma di cui all'art. 43 L. 47/1985 deve essere intesa quale norma di favore relativa anche ai provvedimenti del giudice penale

    La Corte richiama precedenti orientamenti che ammettono il condono anche quando l'ultimazione delle opere è stata impedita da provvedimenti giudiziari (sequestro), consolidando il principio applicabile al caso

Massime di principio

  • La presentazione, anche antecedente, di una domanda di condono corredata da relazione tecnica che attesti la condonabilità delle opere può costituire elemento nuovo e rilevante in un incidente di esecuzione volto a revocare un ordine di demolizione
  • Un provvedimento di sequestro penale che abbia impedito l'ultimazione dei lavori entro il termine utile per il condono non esclude automaticamente la possibilità di sanatoria: l'art. 43 L.47/1985 è interpretato a favore della condonabilità in tali casi
  • Il giudice dell'esecuzione non può dichiarare inammissibile un nuovo incidente se sono prodotti elementi probatori sopravvenuti e non precedentemente valutati; deve valutare la rilevanza e la novità della documentazione
  • Il titolare attuale dell'immobile può avvalersi di atti e domande presentate dal precedente proprietario se tali atti dimostrano fatti rilevanti (es. domanda di condono) e non erano conosciuti o valutati nei precedenti procedimenti
  • In procedimenti esecutivi e di demolizione è essenziale dimostrare tempestivamente e documentalmente il motivo per cui le opere non sono state ultimate nel termine del condono (es. sequestro), perché ciò può incidere sulla valutazione della condonabilità

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