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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33462/2024 del 03/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello che confermava la condanna per contraffazione (art. 473 c.p.). I motivi principali erano: 1) vizio di competenza territoriale per mancata connessione teleologica con il reato di ricettazione commesso da altro soggetto (sostenendo che mancasse identità soggettiva e legame finalistico); 2) mancata prova dell'elemento oggettivo della contraffazione, con rilievo che le perizie delle parti civili si basavano solo su fotografie e non sui campioni fisici e che le copie erano grossolane e non ingannevoli; 3) applicabilità dell'art. 131-bis c.p. per particolare tenuità del fatto, per il numero limitato di capi e per il fatto che alcuni erano in lavorazione; 4) riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche per la collaborazione resa alle indagini; 5) carenza di motivazione sulla liquidazione dei danni alle parti civili.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul punto della competenza territoriale ha ritenuto infondato il motivo, richiamando la giurisprudenza che interpreta l'art. 12, comma 1, lett. b) e c) c.p.p.: per configurare la connessione teleologica è sufficiente che l'autore del primo reato fosse consapevole della finalizzazione della sua condotta alla commissione o occultamento di un altro reato, anche se l'autore dei reati non è lo stesso. La Corte ha ritenuto provata la consapevolezza dell'imputato che la sua produzione fosse destinata alla circolazione/alienazione e quindi logicamente collegata alla ricettazione accertata ad Udine. Gli altri motivi (prova dell'elemento materiale, particolare tenuità, attenuanti generiche, motivazione del danno) sono stati considerati inammissibili perché avrebbero richiesto una rivalutazione del merito e del materiale probatorio: la Cassazione ha ritenuto la motivazione dei giudici di merito logica e coerente e non manifestamente illogica o contraddittoria. Di conseguenza è confermata la condanna: pena di otto mesi di reclusione e multa di euro 4.000,00; risarcimento danni quantificato in euro 14.000,00 per Burberry e euro 10.000,00 per Gucci; pagamento delle spese legali delle parti civili. Nelle fonti di primo grado risultavano sequestrate numerose maglie e spille (162 maglie Burberry, 327 in lavorazione, 361 spille Gucci) e macchinari per produzione seriale, fatti posti in Prato e riferiti al dicembre 2017.

Norme richiamate

  • articolo 473 cod. pen.

    Norma applicata per configurare il reato di contraffazione di marchio: i giudici di merito hanno ritenuto sussistente l'elemento materiale e l'idoneità dei prodotti a trarre in inganno il consumatore medio, sulla base di perizie e constatazioni sul luogo di produzione.

  • articolo 12, comma 1, lettere b) e c), cod. proc. pen.

    Interpretazione estesa della connessione teleologica: è sufficiente che l'autore del primo reato abbia avuto presente l'oggettiva finalizzazione della sua condotta alla commissione o occultamento di un altro reato, programmato nelle sue linee essenziali; non è necessario che gli autori dei vari reati siano gli stessi. Tale principio ha retto la decisione sulla competenza territoriale.

  • articolo 606, lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamato nel primo motivo quale norma di impugnazione per violazioni processuali (competenza): la Corte ha valutato il motivo alla luce della giurisprudenza sulla connessione e l'ha ritenuto infondato.

  • articolo 606, lett. b) cod. proc. pen.

    Invocato per censurare errata applicazione della legge penale (prova, tenuità, attenuanti): la Corte ha richiamato i limiti del controllo di legittimità in Cassazione, ritenendo tali censure inammissibili perché richiedevano una rivalutazione di merito.

  • articolo 131-bis cod. pen.

    Norma sulla particolare tenuità del fatto: la Corte ha confermato che non può essere riconosciuta quando emergono indici di attività illecita professionalmente svolta (numero di capi, macchinari, produzione seriale), impedendo l'applicazione della causa di non punibilità.

  • articoli 133 e 62-bis cod. pen.

    Richiamati in relazione alle circostanze attenuanti generiche: la Corte ha ritenuto che la valutazione negativa dei giudici di merito in ordine alla riconoscibilità delle attenuanti fosse congrua alla luce della complessiva gravità e sistematicità dell'attività produttiva emersa.

Massime di principio

  • La competenza territoriale per connessione teleologica si fonda sulla finalizzazione della condotta: non è necessario che gli autori dei reati siano gli stessi se chi ha prodotto i beni era consapevole della loro destinazione a commettere o favorire un altro reato.
  • In Cassazione il sindacato sulla valutazione probatoria è molto limitato: la Corte non riesamina i fatti se la motivazione di merito è logica, coerente e non manifestamente illogica o contraddittoria.
  • Per escludere l'applicazione dell'art. 131-bis (particolare tenuità) sono rilevanti elementi come il numero dei capi, la presenza di macchinari idonei alla produzione seriale e altri indici di professionalità dell'attività illecita.
  • La prova della contraffazione può fondarsi su perizie tecniche e rilevazioni sul luogo di produzione; contestazioni sulla metodologia peritale (es. uso di foto anziché campioni) devono essere sollevate nei gradi di merito e motivatamente dimostrate per superare il convincimento del giudice.
  • La collaborazione alle indagini può costituire elemento favorevole, ma il suo rilievo ai fini del riconoscimento delle attenuanti generiche dipende dalla valutazione complessiva della gravità, della sistematicità dell'attività e dalle altre circostanze del caso.
  • La quantificazione dei danni alle parti civili deve essere adeguatamente motivata in primo grado; tuttavia la Cassazione interviene solo se emerge un vizio logico o una palese insufficienza motivazionale.

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