Cassazione Penale, Ordinanza n. 34772/2025 del 24/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (imputato)
La controversia
La pronuncia non riguarda il merito del ricorso originario, ma un procedimento di correzione di errore materiale relativo alla sentenza n. 27414/2025 della Corte di cassazione. Dall'ordinanza emerge che nella prima pagina della sentenza era stata erroneamente indicata la composizione del collegio decidente con tre consigliere diverse da quelle effettivamente partecipanti alla deliberazione. La Corte rileva che si tratta di un mero errore materiale e dispone la correzione 'de plano' della sentenza-documento, sostituendo i nominativi erroneamente riportati con quelli corretti dei consiglieri che hanno effettivamente composto il collegio.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il rilievo officioso sull'errore materiale e ha disposto la correzione della sentenza n. 27414/2025, ordinando che l'indicazione della composizione del collegio sia rettificata sostituendo i nomi errati con quelli corretti. La decisione è stata adottata 'de plano' ai sensi degli artt. 625-bis, comma 3, e 130 c.p.p. Non vi è una decisione sul merito del ricorso originario, ma soltanto la rettifica del testo della sentenza-documento.
Norme richiamate
art. 625-bis, comma 3, c.p.p.
Consente la correzione dell'errore materiale della sentenza della Corte di cassazione senza necessità di contraddittorio, quando l'errore sia meramente materiale e rilevabile dagli atti.
art. 130 c.p.p.
È la norma generale sulla correzione degli errori materiali, richiamata per rettificare la sentenza-documento nel punto relativo alla composizione del collegio.
Massime di principio
- L'errore materiale contenuto nella sentenza della Corte di cassazione, se attiene a dati estrinseci e documentali come la composizione del collegio, può essere corretto anche d'ufficio con procedimento de plano.
- La correzione ex art. 625-bis c.p.p. e art. 130 c.p.p. è limitata alla rettifica del testo della decisione e non incide sul contenuto decisorio di merito.
- Quando la discrasia tra testo della sentenza e realtà processuale riguarda l'identità dei componenti del collegio che hanno deliberato, la Corte può sostituire i nominativi erroneamente indicati con quelli effettivi senza riaprire il giudizio.
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