Sentenza n. 1049/2026 - Milano, Sezione 3
per l'annullamento del provvedimento della Commissione di Valutazione presso il Tribunale di -OMISSIS- del -OMISSIS- e del provvedimento -OMISSIS- – 16082 dell'11/10/2022 (all. 3), nonché per l'annullamento e la revoca di ogni altro atto e provvedimento prodromico, connesso e conseguente e con richiesta per l'accertamento del diritto della ricorrente all'ottenimento della reintegra nelle funzioni di GOP ed, in subordine, alla possibilità di presentare la domanda di partecipazione alla procedura valutativa, fuori dai termini previsti dal D.M. del 27/05/2022, con la possibilità di sostenere l'esame di cui alla procedura valutativa alla prima occasione utile.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa ricorrente, con dichiarazione del 27 gennaio 2026, ha manifestato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio. Il Ministero resistente non si è opposto alla compensazione delle spese. Il TAR ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare il merito delle censure e delle domande proposte. Le spese di lite sono state compensate.
Atto impugnato: provvedimento della Commissione di Valutazione presso un Tribunale e successivo provvedimento ministeriale concernenti la posizione della ricorrente nella procedura valutativa per le funzioni di giudice onorario di pace
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il provvedimento della Commissione di Valutazione presso un Tribunale e il successivo provvedimento del Ministero della Giustizia, chiedendone l'annullamento e la revoca, nonché l'annullamento degli atti prodromici, con accertamento del diritto alla reintegra nelle funzioni di giudice onorario di pace. In subordine, ha chiesto di poter presentare la domanda di partecipazione alla procedura valutativa oltre i termini previsti dal decreto ministeriale del 27 maggio 2022 e di sostenere l'esame alla prima occasione utile. Il testo della sentenza non espone i motivi di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Consente la definizione del giudizio mediante dichiarazione di improcedibilità quando viene meno l'interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato quale disposizione applicabile alla definizione del giudizio.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa in udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata in relazione all'oscuramento dei dati personali.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, ove non vi sia opposizione della parte resistente, determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, senza esame delle censure di merito.
- Quando il giudizio è definito per sopravvenuta carenza di interesse e le parti non formulano opposizione alla compensazione, le spese possono essere compensate.
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