Cassazione Penale, Sentenza n. 9806/2025 del 11/03/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
L'imputata ha proposto ricorso avverso la conferma della condanna per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio (art. 73 d.P.R. 309/90) e per resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.), deducendo: nullità della notifica del decreto di citazione in appello per essere stata notificata prima al difensore che al domicilio eletto; inesistenza di concorso nella detenzione di droga e riconducibilità della sua condotta solo alla volontà di impedire l'arresto del convivente; richiesta delle attenuanti generiche e censura sulla dosimetria; istanza di unificazione dei reati ex art. 81 c.p.; censura sulla misura di sicurezza e sulla mancata risposta della Corte territoriale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano manifestamente infondati o non proponibili in sede di legittimità. In particolare: la notifica allo studio del difensore è stata ritenuta valida alla luce dell'irreperibilità dell'imputata al domicilio eletto e dell'assenza di specifica allegazione del pregiudizio subito; le censure relative alla qualificazione giuridica dei fatti si risolvevano in una diversa lettura delle prove e non in una violazione di legge rilevante in Cassazione; la Corte ha confermato che la condotta dell'imputata ha fornito un contributo apprezzabile alla prolungata detenzione della droga e quindi caratterizza il concorso nel reato permanente; il diniego delle attenuanti generiche e la dosimetria sono stati ritenuti congruamente motivati dai giudici di merito; la mancata unificazione ex art. 81 c.p. è corretta in quanto la resistenza è stata valutata come episodio occasionale e non parte di un disegno criminoso unitario; la misura di sicurezza è stata adeguatamente motivata. La Cassazione ha altresì condannato la parte ricorrente al pagamento delle spese e a versare una somma alla Cassa delle ammende per responsabilità nella proposizione del ricorso.
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. 309/90
Norma sulla detenzione di stupefacenti a fini di spaccio; la Corte territoriale ha ritenuto provato il concorso dell'imputata nella detenzione permanente e la Cassazione ha considerato corretta la sussunzione alla fattispecie
art. 337 cod. pen.
Norma sulla resistenza a pubblico ufficiale; la condotta violenta dell'imputata è stata ritenuta idonea a costituire reato autonomo e a contribuire al mantenimento della detenzione degli stupefacenti
art. 161 comma 4 cod. proc. pen.
Regola sulla notificazione agli avvocati in caso di irreperibilità dell'imputato; la Corte ha ritenuto legittima la notifica al difensore alla luce dell'accertata irreperibilità e dell'assenza di specifico pregiudizio
art. 606 comma 1, lett. b) cod. proc. pen.
Materia dei motivi di cassazione per violazione di legge; la Corte precisa che molte delle doglianze proposte erano in realtà contestazioni di valutazione probatoria non proponibili come violazioni di legge
art. 81 cod. pen.
Norma sulla continuazione o unificazione del reato; la Corte ha confermato che per riconoscere un disegno criminoso unico serve la preventiva programmazione degli atti, assente nel caso in cui uno degli episodi sia occasionale
art. 132 e art. 133 cod. pen.
Norme sulla determinazione della pena e sulle circostanze attenuanti; la motivazione dei giudici di merito sulla dosimetria e sul diniego delle attenuanti è stata ritenuta conforme al criterio di discrezionalità del giudice di merito
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese del procedimento e la possibilità di ammenda se il ricorso è dichiarato inammissibile; applicata dalla Corte in presenza di profili di colpa nella proposizione del ricorso
Massime di principio
- La notifica al difensore e l'utilizzo dell'articolo 161 c.p.p. sono validi quando sia accertata l'irreperibilità dell'imputato al domicilio eletto; chi denuncia nullità deve specificare il pregiudizio subito per la difesa, altrimenti la nullità può essere dichiarata ininfluente
- In Cassazione non è ammissibile trasformare una diversa valutazione della prova in una violazione di legge: le doglianze devono evidenziare vizi motivazionali manifesti, contraddittorietà o omissioni rilevanti per il giudizio di legittimità
- Nel caso di reato di detenzione di stupefacenti, essendo reato a condotta permanente, l'aiuto consapevole fornito al mantenimento della detenzione può integrare il concorso e non il semplice favoreggiamento
- Il giudice di merito ha ampia discrezionalità nella valutazione delle attenuanti e nella dosimetria della pena; in Cassazione le censure sulla congruità della pena sono inammissibili salvo illogicità manifesta o arbitrarietà
- Per riconoscere un unico disegno criminoso ex art. 81 c.p. è necessario che le singole condotte siano parte di un programma criminoso preventivamente deliberato; atti occasionali successivi alla consumazione del primo reato possono escludere l'unificazione
- Le misure di sicurezza devono essere motivate con riferimento alla pericolosità sociale e alle modalità di commissione dei reati; per contestarne la motivazione l'impugnante deve svolgere argomentazione specifica e confrontarsi con le ragioni del giudice
- La proposizione di ricorsi manifestamente infondati può comportare condanne alle spese e ammende; l'onere di specificità e la responsabilità sanzionatoria scoraggiano impugnazioni generiche
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