Cassazione Penale, Sentenza n. 13957/2022 del 12/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
L'imputato ha impugnato la sentenza sostenendo vizi di motivazione relativi alla sussistenza della contraffazione per mancata consulenza peritale e per il mancato apprezzamento di conversazioni telefoniche che proverebbero la sua buona fede; ha inoltre dedotto violazione del principio della prova oltre ogni ragionevole dubbio in relazione alla sua consapevolezza dell'origine illecita delle merci (scarpe) e ha chiesto la riunione con altro procedimento pendente presso la Corte di Cassazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha respinto la richiesta di riunione (rinviando la questione alla fase di esecuzione), confermando che molte delle doglianze attaccavano il merito delle valutazioni probatorie effettuate dai giudici di merito e quindi erano inammissibili in sede di legittimità. La Corte ha ritenuto che i giudici di merito avevano correttamente valorizzato elementi quali le conversazioni telefoniche, il numero consistente di capi, il prezzo molto basso, l'assenza di documentazione commerciale, il coinvolgimento di intermediari e i precedenti dell'imputato, idonei a fondare la consapevolezza dell'illiceità. Si evidenzia che la Corte d'Appello aveva già dichiarato estinto per prescrizione il reato contestato ai sensi dell'art. 474 cod. pen. e aveva rideterminato il trattamento sanzionatorio; tale decisione è rimasta impregiudicata. L'APERI è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 474 cod. pen.
Il reato ascritto con riferimento a questa norma è stato dichiarato estinto per prescrizione dalla Corte d'Appello; la Corte di Cassazione non è intervenuta sul merito della qualificazione della condotta rispetto a questa norma, limitandosi a confermare l'inammissibilità del ricorso di legittimità.
art. 648 cod. pen.
La norma relativa alla ricettazione è stata applicata dai giudici di merito. La Corte ha ritenuto legittima la valutazione della sussistenza dell'elemento psicologico (consapevolezza dell'origine illecita) sulla base di elementi fattuali (conversazioni, prezzo, numero di capi, assenza di documentazione, contesti commerciali e precedenti), e ha richiamato anche l'ipotesi attenuata indicata nel secondo comma dell'art. 648, la quale era invece stata valutata e non ritenuta applicabile in modo da modificare l'esito.
Massime di principio
- In Cassazione non sono ammissibili censure che si limitano a criticare la valutazione di merito delle prove: si possono dedurre solo vizi della motivazione consistenti nella sua mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà.
- La mancata deduzione in appello di specifiche doglianze comporta la loro inammissibilità in sede di legittimità; chi non impugna determinate questioni in appello le perde come profili di gravame in Cassazione.
- Elementi quali conversazioni telefoniche propedeutiche all'acquisto, il numero consistente di capi, il prezzo anormalmente basso, l'assenza di documentazione commerciale e il coinvolgimento di intermediari possono, valutati congiuntamente, costituire indizi idonei a far ritenere la consapevolezza dell'origine illecita della merce.
- La dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione opera anche se il giudizio sul resto delle imputazioni resta valido; la Cassazione conferma tale statuizione se il ricorso non è ammissibile o non solleva vizi formali/di diritto rilevanti.
- Le richieste di riunione di procedimenti in Cassazione sono eccezionali; spesso la Corte invita a trattare questioni di coordinamento o esecuzione nelle sedi procedurali appropriate piuttosto che accoglierle in Cassazione.
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