Cassazione Penale, Sentenza n. 42467/2024 del 20/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Salerno che aveva rigettato la richiesta di dissequestro della somma di euro 151.850,11 presente su un conto corrente della societa ACOOP s.r.l., sottoposta a sequestro preventivo a fini di confisca come profitto di reati fiscali (indebite compensazioni mediante crediti inesistenti e falsita documentale). Il ricorrente denunzia violazione di legge e motivazione meramente apparente in relazione alla sussistenza del periculum in mora, sostenendo che il Tribunale avrebbe fondato il mantenimento del sequestro sulla generica fungibilita del denaro e sul fumus commissi delicti, senza indicare elementi concreti e attuali che giustifichino il rischio di dispersione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'ordinanza del Tribunale di Salerno avesse fornito una motivazione adeguata e non meramente apodittica: il Tribunale ha valutato sia elementi oggettivi (la composizione e le vicende finanziarie della societa, con saldi contabili che risultavano superiori al profitto contestato di soli circa 7.000 euro) sia elementi soggettivi (la condotta e la personalita dell'amministratore, con contestazioni analoghe relative ad altra impresa), evidenziando concretezza e attualita del pericolo di dispersione. La Corte ha inoltre precisato che, in relazione alla specifica imputazione nei confronti della societa, l'ablazione ammessa e la confisca diretta del denaro rendono irrilevante la mera indicazione di disponibili immobili non suscettibili di confisca per equivalente. Il ricorrente e stato condannato al pagamento delle spese processuali e a un'ammenda di euro 3.000 per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilita.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen. e art. 81, comma finale cod. pen.
Richiamati come riferimenti ai concorsi di reato e ai criteri di determinazione della pena e della responsabilita in relazione alle condotte contestate; utilizzati nel quadro della tipizzazione dei reati da cui deriverebbe il profitto sottoposto a sequestro.
art. 483 cod. pen.
Contestato ratione falsita di documenti (in relazione all'art. 76 DPR 445/2000) utilizzati per fondare crediti inesistenti; rilevante ai fini del fumus commissi delicti che giustifica il sequestro del profitto.
art. 76, comma 1, DPR n. 445 del 2000
Norma sulla falsita delle dichiarazioni/documenti amministrativi richiamata per qualificare la falsificazione della documentazione a base dei crediti fittizi.
art. 10-quater, comma 2, d.lgs. n. 74/2000
Norma on cui si fonda l'accusa relativa a indebite compensazioni fiscali mediante crediti inesistenti; da essa deriva l'individuazione del profitto sequestrabile come denaro.
art. 325, comma 1, c.p.p. e art. 125, comma 3, c.p.p.
Norme processuali richiamate dal ricorrente in relazione all'onere motivazionale sui provvedimenti cautelari; il ricorso deduceva violazione di tali disposizioni per carenza motivazionale circa il periculum in mora.
art. 606, comma 1, lett. c) ed e), c.p.p.
Fondamenti di legittimita posti a base del ricorso per cassazione (violazione di legge e vizio motivazionale); la Corte ha ritenuto pero l'impugnazione inammissibile perche la motivazione del Tribunale rispettava i requisiti richiesti dalla giurisprudenza.
Sezioni Unite, giurisprudenza di legittimita richiamata (es. Sez. U, n. 36959/2021; Sez. U, n. 25932/2008; altre pronunce di merito citate)
Principi interpretativi confermati dalla Corte: limiti del sindacato di cassazione sui provvedimenti cautelari; necessita di una motivazione minima, coerente e ragionevole; il periculum in mora va valutato con elementi oggettivi e/o soggettivi e non puo fondarsi solo sulla fungibilita del denaro.
Massime di principio
- La Corte di cassazione interventra sul merito di misure cautelari reali solo per violazione di legge o per vizi motivazionali particolarmente gravi: in assenza di tali vizi, il provvedimento impugnato resta confermato.
- Per giustificare il mantenimento di un sequestro preventivo a fini di confisca su denaro non basta richiamare la "fungibilita" del denaro o la mera esistenza del fumus commissi delicti: e necessaria una motivazione che indichi elementi concreti e attuali che fondino il pericolo di dispersione.
- Tali elementi possono essere oggettivi (situazione finanziaria dell'ente o disponibilita sui conti che rendono plausibile il depauperamento) e/o soggettivi (comportamento dell'onerato, ripetute condotte illecite, rischi di occultamento), e la valutazione puo fondarsi sulla combinazione delle due tipologie di elementi.
- Nel caso di enti non imputati per tutti i reati presupposto della responsabilita amministrativa, la confisca puo essere limitata alla sola somma di denaro considerata profitto diretto; la presenza di altri beni (es. immobili) puo non essere rilevante se non punibili per la fattispecie contestata.
- In situazioni analoghe, la difesa deve documentare concretamente l'assenza del rischio di dispersione (saldo conti, impegni vincolanti, impossibilita di alienare somme, misure di controllo) e contestare puntualmente le circostanze oggettive e soggettive richiamate dal giudice perche il riesame in cassazione e limitato.
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